Fra gli italiani di Caracas la quinta settimana della Magna Grecia


Il Venezuela è adesso più vicino

Fra gli italiani del Venezuela il richiamo delle radici è forte, ma l'Italia appare lontana, molto lontana, quasi un altro pianeta che conserva tutto il suo fascino, suscita emozioni assai intense e tuttavia sembra estraneo. Questa comunità sfiora i due milioni di per¬sone, quasi il dieci per cento dell'intera popolazione della penisola venezuelana, giunta qui in gran parte alla fine degli anni 40, subito dopo il secondo conflit¬to mondiale, durante la grande emigrazione che ha spopolato soprattutto le regioni meridionali, Calabria compresa. Gli italiani, sbarcati a Caracas e nelle altre grandi città del paese sudamericano, hanno trovato un territorio scarsamente popolato ed estremamente ricco, non solo di petrolio, e si sono dati un gran da fare, protagonisti, assieme a tutti gli altri europei scappati dalle devastazioni della guerra, del processo di costruzione del paese.

Oggi, tranne una piccola percentuale, il due – tre per cento, che non ha avuto fortuna, questi italiani occu¬pano una posizione di rilievo nelle professioni, nel¬l'imprenditoria, nelle accademie universitarie. Il ret¬tore dell'Università Centrale del Venezuela, la più importante istituzione culturale del paese, è un ital¬iano, si chiama Giuseppe Giannetto Pace, è nato 50 anni fa in provincia di Agrigento, all'età di quattro anni ha seguito i genitori in Venezuela, dove ha stu¬diato e si è laureato in chimica. E' italiano anche il vice presidente della Petroleos de Venezuela, la società che gestisce l'estrazione del petrolio venezuelano, la secon¬da società petrolifera del mondo, dopo quella saudita, che sta per concludere un contratto con l'Eni per la fornitura di uno speciale car¬burante per centrali termoelet¬triche. E' un ingegnere di Capracotta, in Molise, Vincenzo Paglione, che a 14 anni ha rag¬giunto a Caracas i suoi genitori, dopo avere studiato a Roma, al liceo Cavour. Se gli chiedi il segre¬to del suo successo, risponde con un grande sorriso ed aggiunge quasi sottovoce "molto lavoro, gli studi italiani anche, forse pure un pò di fortuna". E' calabrese il direttore dell'istituto venezuelano di ricerche scientifiche, l'e¬quivalente del nostro CNR. E' un medico immunolo¬go ed ematologo, si chiama Egidio Romano Roselli, è nato a Guardia Piemontese, dove è tornato l'ultima volta nel 96 per fare visita allo zio ed ai cugini.

Sono italiani i più importanti costruttori che hanno realizzato i grattacieli di Caracas e delle altre città del Venezuela e le principali strade del paese. Uno di loro è un valdostano di 70 anni, Umberto Lillaz, un personaggio affascinante, un omone che ha conser¬vato la durezza del montanaro e che tuttavia si scioglie amabilmente nel ricordo della sua vita avventurosa.
E, per citare un altro personaggio importante fra gli italiani di Caracas, è abruzzese de L'Aquila, Gaetano Bafile, l'editore e direttore dell'unico quotidiano in lingua italiana del Venezuela, la Voce d'Italia, capo redattore la figlia Marisa, 54 anni di presenza nelle edicole del paese, 12mila copie vendute, adesso con l'inserto ogni giorno del Corriere della Sera, un esperimento che consente agli italiani di essere informati su tutto quello che avviene in Italia.

A questa comunità, che, unica nel mondo, possiede un centro per attività sociali e sportive su una area di 12 ettari, un'intera collina in una zona residenziale di Caracas, l'Associazione internazionale Magna Grecia ha portato quest'anno il suo messaggio nel ricordo della grande civiltà che si è sviluppata più di 2500 anni fa nelle regioni del Mezzogiorno d'Italia, come era accaduto in precedenza a New York, Toronto, Buenos Aires e Rio de Janeiro. E lo ha fatto portando in Venezuela una delegazione di cui hanno fatto parte un vice ministro, l'on. Mario Tassone, con delega per i trasporti, due sottosegretari, gli onorevoli Nicola Bono ai beni culturali con delega per il cinema e il turismo, e Pino Galati del Ministero per le attività produttive, l'europarlamentare Adriana Poli Sortone, sindaco di Lecce, diversi parlamentari e consiglieri regionali, rappresentanti degli enti locali, il vice presidente del Banco di Sardegna Ivano Spalanzani, già presidente della Confartigianato, l'amministratore unico dell'azienda di promozione turistica della Basilicata Mario Trufelli.

Un paio di cose importanti sono state ribadite nei dibattiti di questa settimana della Magna Grecia a Caracas. Intanto anche fra gli italiani del Venezuela c'è grande attesa per la legge ordinaria che deve consentire l'esercizio del diritto di voto dei con¬nazionali che vivono all'estero. Il nuovo ministro per gli italiani all'estero Mirko Tremaglia, nel messaggio filmato inviato per l'iniziativa di Magna Grecia, ha annunciato l'avvio in parlamento di questa legge. E tuttavia c'è stato chi, come il presidente dell'Associazione Nino Foti, ha avvertito il rischio di pericolose fratture all'interno del mondo della vec¬chia emigrazione italiana ed ha chiesto norme che evitino questo rischio. E c'è stato chi, come il presi¬dente del consiglio provinciale di Roma Alberto Pascucci ha proposto l'estensione del diritto di voto anche per le elezioni regionali ed amministrative.
Un altro tema caldo è stato quello della politica ital¬iana verso le comunità all'estero. Non può essere, è stato rilevato, un capitolo a parte, quasi un'appen¬dice, spesso, per la nostra diplomazia, anche sco¬moda, ma deve fare parte organicamente della politica estera italiana. A sottolinearlo è stato il vice ministro Tassone. "Va bene, ha detto, il riconosci¬mento del diritto di voto, va bene il potenziamento della rete consolare, va bene la riforma degli organ¬smi rappresentativi, ma non basta, governo e par¬lamento italiani devono fare della complessa ques¬tione dei rapporti con gli italiani sparsi nel mondo un elemento qualificante della politica estera del nostro paese".

Naturalmente centrali restano i molti aspetti della cooperazione economica con un paese ricco di materie prime e con grandi potenzialità di sviluppo come il Venezuela. L’ltalia, è stato ricordato, è un buon partner di questo paese sudamericano, primo fra i paesi europei per il volume delle esportazioni, quinto su scala mondiale per le importazioni. Si può e si deve fare di più, si è impegnato il sottosegretario Galati, con una attenzione privilegiata verso le nuove generazioni, per espandere, anche in Venezuela, il modello italiano delle piccole e medie imprese, di cui ha parlato Spalanzani sulla base del¬l'esperienza maturata alla guida della Confartigianato, attraverso anche il coordinamento, ha raccomandato il presidente di Magna Grecia Foti, delle 62 Camere di Commercio, che operano in 38 paesi, non solo per l'ulteriore affermazione del made in Italy ma anche per attirare investimenti in Italia.

Infine (ma per l'iniziativa dell'Associazione Magna Grecia è impegno primario) la diffusione della cul¬tura italiana nel mondo abbinata ad una più appro¬fondita conoscenza della cultura dei paesi dove vivono i nostri corregionali. Per il sottosegretario ai beni culturali Bono si tratta di rendere più ricche e più incisive le iniziative già attuate o programmate. Fra l'altro ha annunciato l'allestimento di una mostra itinerante di reperti della Magna Grecia ed ha parlato della pos-sibilità di cooperazione fra l'Italia ed il Venezuela anche in campo cinematografico. C'è stato pure un utile riferi¬mento all'Europa, all'Unione Economica che sostiene le economie in difficoltà delle regioni più svan¬taggiate del continente, quelle del Mezzogiorno d'Italia in primo luogo. All'Europa si è richiamata il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, che è anche parla¬mentare europeo per ricordare che è possibile, anche per le nostre comunità regionali che vivono all'estero, ricorrere ai finanziamenti europei. Bisogna soltanto, ha avverti¬to, entrare in partnerariato con gli enti locali italiani, in particolare quelli delle regioni meridionali, e pre¬sentare insieme a Bruxelles progetti finalizzati allo sviluppo nel segno della cooperazione economica. Per parte sua, l'on. Poli Bortone ha assicurato la piena disponibilità dell'amministrazione comunale del capoluogo pugliese che lei dirige.

di Enzo Arcuri