Una delle prime cose che ho fatto, nell'assumere la presidenza dell'organo politico dell'Istituto, è stata quella di costituire un punto di riferimento per le attivìità internazionali dopo lo scioglimento della direzione centrale che si occupava di attività internazionali, una cosa che mi aveva francamente dolorosamente stupito proprio perché, oltre alle quattrocentomila e rotte pensioni che paghiamo all'estero, cresceva in Italia la presenza dei lavoratori immigrati e si rafforzava l'esigenza di armonizzazione a livello europeo. Questo fatto ci ha permesso di interessarci più da vicino dei problemi degli italiani all'estero di coloro che hanno o ricevono da noi prestazioni o di coloro che da noi non ricevono prestazioni.. Il problema che abbiamo di fronte è quello della perdita del potere di acquisto delle nostre pensioni per effetto del rapporto euro dollaro che ha fatto perdere alle nostre pensioni negli ultimi quattro anni il 35 per cento del loro valore reale. L'ufficio dei ministro Tremaglia, d'intesa con il mio ufficio, sta predisponendo un testo di legge per il recupero parziale della perdita d'acquisto delle pensioni degli italiani all'estere. Proprio oggi il ministro per l'economia Tremonti mi ha comunicato che la finanziaria affronta questo problema anche se in un capitolo a parte destinato al Ministro dell'Economia.Semmai c'è una riflessione critica da fare sulla situazione dei pensionati italiani qui in Venezuela.
Qui esiste una convenzione con l'Italia dal 1991 ma purtroppo questa convenzione è totalmente non rispettata dal Governo Venezuelano, non è rispettata dell'Istituto di Previdenza di questo paese, per cui da dieci anni questa convenzione internazionale è applicata soltanto per la quota italiana e non è applicata per la quota venezuelana. Questo provoca dei disastri da: punto di vista sociale, che la dott.ssa Di Marco solo in parte enunciava prima nel suo intervento, perché se è vero che a Rofria oggi si ricominciano a vedere sotto i ponti del Tevere le case di cartone degli immigrati che non hanno altra soluzione, so bene quali sono i disastri che la situazione economica e sociale ha creato nel Sud America e so bene quanto questo prezzo lo stiamo pagando i cittadini italiani, in particolare i cittadini italiani anziani per effetto, credo, non solo di una disattenzione del governo venezuelano, ma anche di quello italiano. lo penso che occorre almeno avviare una graduale applicazione di questa convenzione, anche perché i lavoratori italiani che qui hanno conseguito in maniera autonoma la pensione e che decidono di tornare in Italia per passare la loro vita di anziani in Italia. non percepiscono una lira di pensione venezuelana, perché il Venezuela non paga le pensioni ai lavoratori che qui l'hanno maturata e sono tornati in Italia. Credo che siano elementi da tenere in grande considerazione, anche se i numeri non sono grandissimi, sono 6.200 le pensioni che noi paghiamo qui in Venezuela e di queste sono 4.000 quelle che paghiamo in quota parte all'interno della convenzione. Fossero anche poche decine o poche centinaia, è vergognoso che essi siano privati di un diritto che hanno maturato. E lo dico in relazione a quello che ho sentito dalla dott.ssa. Di Marco e cioè, al ragionamento fatto attorno all'assegno sociale, e che io potrei fare intorno all'integrazione al minimo.
Noi non possiamo pensare, e credo che anche la dott.ssa Di Marco non pensi, che l'assegno sociale possa essere dato a tutti gli italiani che vivono nel mondo, non sarebbe praticabile né gestibile sul piano economico. Credo invece che, con delle limitazioni concordate, con una discussione seria tra il comitato generale degli italiani nel mondo ed il governo italiano, attraverso in questo caso il ministero degli italiani nel mondo, si possano trovare elementi di equilibrio che permettano una spesa non eccessiva per il nostro paese ed una risposta adeguata almeno per quelle persone che senza questo non possono sopravvivere. Per quanto riguarda l'INPS questi conti noi li abbiamo fatti e abbiamo anche una proposta da mettere a disposizione del Governo e credo se ci sarà la dovuta tensione probabilmente riusciremo a portala fino in fondo. Voglio fare un'ultima considerazione e anche qui parlo più ai nostri rappresentanti italiani che non ai rappresentanti venezuelani. In Italia si sta discutendo del milione per le pensioni minime, io credo che ancora una volta noi dobbiamo fare attenzione ad evitare che vi siano gli italiani di serie A o di serie B, che si decida di discriminare fra gli italiani che vivono in Italia e gli italiani che vivono all'estero. lo credo che anche questa sarebbe un ulteriore profonda grande ingiustizia rispetto a coloro che probabilmente non hanno fatto grande fortuna o forse l'hanno fatta in certo periodo di tempo nella loro vita.
di Aldo Smolizza
Presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza
Qui esiste una convenzione con l'Italia dal 1991 ma purtroppo questa convenzione è totalmente non rispettata dal Governo Venezuelano, non è rispettata dell'Istituto di Previdenza di questo paese, per cui da dieci anni questa convenzione internazionale è applicata soltanto per la quota italiana e non è applicata per la quota venezuelana. Questo provoca dei disastri da: punto di vista sociale, che la dott.ssa Di Marco solo in parte enunciava prima nel suo intervento, perché se è vero che a Rofria oggi si ricominciano a vedere sotto i ponti del Tevere le case di cartone degli immigrati che non hanno altra soluzione, so bene quali sono i disastri che la situazione economica e sociale ha creato nel Sud America e so bene quanto questo prezzo lo stiamo pagando i cittadini italiani, in particolare i cittadini italiani anziani per effetto, credo, non solo di una disattenzione del governo venezuelano, ma anche di quello italiano. lo penso che occorre almeno avviare una graduale applicazione di questa convenzione, anche perché i lavoratori italiani che qui hanno conseguito in maniera autonoma la pensione e che decidono di tornare in Italia per passare la loro vita di anziani in Italia. non percepiscono una lira di pensione venezuelana, perché il Venezuela non paga le pensioni ai lavoratori che qui l'hanno maturata e sono tornati in Italia. Credo che siano elementi da tenere in grande considerazione, anche se i numeri non sono grandissimi, sono 6.200 le pensioni che noi paghiamo qui in Venezuela e di queste sono 4.000 quelle che paghiamo in quota parte all'interno della convenzione. Fossero anche poche decine o poche centinaia, è vergognoso che essi siano privati di un diritto che hanno maturato. E lo dico in relazione a quello che ho sentito dalla dott.ssa. Di Marco e cioè, al ragionamento fatto attorno all'assegno sociale, e che io potrei fare intorno all'integrazione al minimo.
Noi non possiamo pensare, e credo che anche la dott.ssa Di Marco non pensi, che l'assegno sociale possa essere dato a tutti gli italiani che vivono nel mondo, non sarebbe praticabile né gestibile sul piano economico. Credo invece che, con delle limitazioni concordate, con una discussione seria tra il comitato generale degli italiani nel mondo ed il governo italiano, attraverso in questo caso il ministero degli italiani nel mondo, si possano trovare elementi di equilibrio che permettano una spesa non eccessiva per il nostro paese ed una risposta adeguata almeno per quelle persone che senza questo non possono sopravvivere. Per quanto riguarda l'INPS questi conti noi li abbiamo fatti e abbiamo anche una proposta da mettere a disposizione del Governo e credo se ci sarà la dovuta tensione probabilmente riusciremo a portala fino in fondo. Voglio fare un'ultima considerazione e anche qui parlo più ai nostri rappresentanti italiani che non ai rappresentanti venezuelani. In Italia si sta discutendo del milione per le pensioni minime, io credo che ancora una volta noi dobbiamo fare attenzione ad evitare che vi siano gli italiani di serie A o di serie B, che si decida di discriminare fra gli italiani che vivono in Italia e gli italiani che vivono all'estero. lo credo che anche questa sarebbe un ulteriore profonda grande ingiustizia rispetto a coloro che probabilmente non hanno fatto grande fortuna o forse l'hanno fatta in certo periodo di tempo nella loro vita.
di Aldo Smolizza
Presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza



