Ho avuto la fortuna di fare una triplice esperienza, quella di parlamentare regionale che mi ha collegato, essendo siciliano ai siciliani nel mondo, un'esperienza vissuta qui in Sud America perché dal 96 al 99 ho avviato un'attività imprenditoriale qui e adesso l'esperienza di parlamentare nazionale. Ho vissuto la stagione straordinaria dei Mercosur, quando i paesi dei Sud America si sono riuniti e hanno dato corpo ad una grossa potenzialità economica. Ma subito dopo il Sud America è stato attraversato da una crisi profonda che ancora oggi continua, Il Mercosud doveva grosso modo servire ad avvicinare i paesi dell'America dei Sud per avviare rapporti e scambi economici seri e fruttuosi con la Comunità Europea e con gli Stati Uniti d'America, ma è accaduto l'inverso: questa unificazione tra i paesi dei Sud America non ha sortito gli effetti sperati, questi paesi non sono usciti dalla crisi, che, in qualche caso come l'Argentina, si è anzi aggravata.
Lo stesso Venezuela pur essendo un grossissimo produttore di petrolio non riesce a sfruttare le altre risorse di cui è ricco. Allora occorre che il Governo si impegni realmente perché i nostri connazionali possano essere messi nelle condizioni di sentirsi italiani in Sud America. Soltanto il Venezuela da poco tempo consente lo studio della lingua italiana nelle scuole, ma in Brasile, in Argentina, in Uruguay l'italíano non si studia. E così l'italiano in Sud America si sente come una persona perduta, non riesce più a ritrovare le proprie origini culturali. Noi abbiamo già avviato, cori il gruppo parlamentare dei CCD -- CDU di cui io faccio parte un'indagine conoscitiva rispetto su questi problemi e ci avviamo a presentarla in parlamento. Spero che possa indurre il nostro governo a presentare un disegno di legge, che preveda per le aziende che vincono gli appalti qui in Sud America l'obbligo di lasciare una piccola percentuale, pari allo 0.5 — 0.4 per cento Presso i consolati e le ambasciate da destinare al recupero della cultura d'origine. Ho visto nel consolato a Rio de Janeiro migliaia e mig!iaia di pratiche, di richieste per avere la cittadinanza italiana, sarà impossibile vararle tutte, occorrerebbe che i consolati siano ampliati, rafforzati, ma anche per la difficile congiuntura internazionale le risorse non sono sufficienti.
Ed allora occorre ricorrere all'autofinanziamento. La nostra proposta va in questa direzione.
di Filippo Drago
Deputato Italiano
Lo stesso Venezuela pur essendo un grossissimo produttore di petrolio non riesce a sfruttare le altre risorse di cui è ricco. Allora occorre che il Governo si impegni realmente perché i nostri connazionali possano essere messi nelle condizioni di sentirsi italiani in Sud America. Soltanto il Venezuela da poco tempo consente lo studio della lingua italiana nelle scuole, ma in Brasile, in Argentina, in Uruguay l'italíano non si studia. E così l'italiano in Sud America si sente come una persona perduta, non riesce più a ritrovare le proprie origini culturali. Noi abbiamo già avviato, cori il gruppo parlamentare dei CCD -- CDU di cui io faccio parte un'indagine conoscitiva rispetto su questi problemi e ci avviamo a presentarla in parlamento. Spero che possa indurre il nostro governo a presentare un disegno di legge, che preveda per le aziende che vincono gli appalti qui in Sud America l'obbligo di lasciare una piccola percentuale, pari allo 0.5 — 0.4 per cento Presso i consolati e le ambasciate da destinare al recupero della cultura d'origine. Ho visto nel consolato a Rio de Janeiro migliaia e mig!iaia di pratiche, di richieste per avere la cittadinanza italiana, sarà impossibile vararle tutte, occorrerebbe che i consolati siano ampliati, rafforzati, ma anche per la difficile congiuntura internazionale le risorse non sono sufficienti.
Ed allora occorre ricorrere all'autofinanziamento. La nostra proposta va in questa direzione.
di Filippo Drago
Deputato Italiano



