La presenza dei missionari in Venezuela


Sono un padre scalabriniano, l'ultimo arrivato in Venezuela, vengo dal Canada, sono parroco dei cattolici di lingua inglese, a Caracas e da quando sono arrivato qui a Caracas mi interesso anche della mia rivista Incontri che è un mezzo di comunicazione per gli italiani qui del Venezuela con la madrepatria e della madrepatria con gli italiani qui in Venezuela. Noi scalabriniani ci occupiamo prima di tutto di apostatato religioso, abbiamo quattro missioni e siamo presenti qui in Venezuela dalla fine degli anni 50. Oltre l'assistenza religiosa abbiamo tre scuole con un corpo studentesco di oltre 2.000 ragazzi, ai quali si insegna anche l'italiano. Abbiamo un organizzazione che si chiama FAC, Fraterno Aiuto Cristiano, che si interessa sia dei venezuelani poveri sia degli italiani, soprattutto degli italiani. Incontri quest'anno compie 30 anni.

È nato come un bollettino parrocchiale a Maracai ed è l'unica rivista del suo genere in Venezuela. È inviata in tutti gli angoli del Venezuela ed è fatta da un gruppo di volontari che apprezzano quello che Incontri vuole essere cioè un incontro, un mezzo di comunicazione. Come si sostiene? Si sostiene con pubblicità, abbonamenti e anche con un contributo dall'Italia. Con rammarico ho visto cessare due periodici, che hanno fatto parte della storia degli italiani in Venezuela. Sono cessati non solo perché sono morti i due direttori, Battarino e Gardabasso, ma anche per mancanza di fondi. È questo è per noi un punto di riflessione. Siamo orgogliosi di essere italiani ma cosa facciamo per le comunità italiane? Per noi è importante anche ricevere un certo aiuto dal Governo.

di Giancarlo Massari
Direttore rivista Incontri