È questa un'occasione per riunire amici, uomini della cultura e politici in un momento così delicato di questo inizio di secolo. Non si emigra per sparire ma si emigra per crescere. Gli italiani che arrivarono in questa terra di grazia trovarono un popolo amico che facilitò lo sviluppo delle aspirazioni fondamentali di ogni uomo: un tetto, un focolare per la propria famiglia, educazione per i figli, condizioni favorevoli per lavorare. Parlare della Camera di Commercio Venezuelana — Italiana è rivivere tappe fondamentali dello sviluppo del paese. Negli anni 50, dopo la guerra, gli italiani giunsero numerosi, tante compagnie italiane portarono tecnici e manodopera specializzata. Gli italiani non vennero solo da regioni del Sud ma anche da Veneto, Piemonte e da altre regioni. Il Venezuela di quegli anni era un enorme cantiere dove una dittatura illuminata aveva dato inizio a grandi opere di infrastrutture, una dittatura che lavorava per il popolo ma senza l'appoggio del popolo e che terminò in maniera traumatica. La Camera nacque in quegli anni di sviluppo operoso, la fondarono rappresentati di grandi gruppi italiani, di alcune solide imprese del ramo della produzione. La Camera insieme alla Casa d'Italia rappresentava allora il punto d'incontro degli imprenditori italiani che trovavano in essa non solo un punto di riferimento per i loro affari ma anche la sede di contatto con le autorità economiche e politiche locali. Gli italiani erano le scarpe e le officine meccaniche, la costruzione e le arti grafiche.
Sorgevano quotidiani di lingua italiana, italiane erano le panetterie, le fabbriche di plastica, della ceramica, della pasta e molte altre. Nell'area di Maracaibo era la navigazione ed il trasporto degli operai dell'industria petrolifera, i cantieri erano e rimangono di origine italiana, tutta la manutenzione delle torre petrolifere era affidata ad imprese italiane. Fu dunque un fenomeno di vaste dimensioni e che ora con le nuove generazioni si è profondamente consolidato. La dipendenza del petrolio ha poi alterato l'equilibrio di uno sviluppo che si voleva sostenibile ed armonico. Adesso siamo di fronte a un cambio generazionale e a modificazioni strutturali profonde. Anche la collettività italo venezuelana si trova di fronte a scelte che non si prestano ad una chiara lettura immediata, resa difficile dalla situazione che stiamo vivendo ma anche perché i progressi della tecnologia ed i mercati emergenti aprono nuovi scenari. E per questo che una visione d'insieme ci deve portare a nuove forme di collaborazione che comportano una visione più ampia insieme all'indispensabile partecipazione della parte politica.
Senza dubbio il nuovo impulso che viene dalle Regioni italiane verso l'internazionalizzazione delle loro imprese, porterà nel nostro mercato piccole e medie imprese con nuove idee e nuove iniziative. La Camera è disponibile a riceverle ed a facilitare i contatti con le autorità locali. Il Venezuela sta cambiando profondamente la forma di sviluppo e, essendo un paese di giovani, si dirigerà verso forme sempre più innovative, per esempio l'e-commerce. La collettività d'affari della Camera è un primo scenario dove verificare le strategie di mercato, i nostri imprenditori piccoli o grandi conoscono il territorio e mantengono contatti a tutti i livelli.
di Mario Galardi
Presidente della Camera di Commercio Italo Venezuelana
L'Italia è la sesta potenza economica mondiale senza avere nulla, non abbiamo materie prime, non abbiamo petrolio. Abbiamo solo i marmi, beni artistici. Ma quello che abbiamo è la creatività del popolo italiano. La sesta potenza mondiale è stata fatta dalla testa degli italiani. Abbiamo questa grande creatività imprenditoriale che si scontra purtroppo con una altra grande creatività, quella della burocrazia italiana. Sono due grandi intelligenze che nel nostro paese si scontrano, da un lato c'è chi ha creatività e grande voglia di lavorare e, dall'altro, chi invece fa si di tutto per bloccare quelli che hanno la voglia di lavorare, cioè la burocrazia. Quando anche il legislatore capirà che deve agevolare la creatività dell' imprenditore, probabilmente non dico che il nostro paese supererà il prodotto interno lordo dei paesi più industrializzati ma sicuramente potrà fare meglio di quello che sta facendo. Abbiamo una struttura produttiva che ha per il 95% aziende con meno di 10 dipendenti, e il 99% con aziende con meno di 50 dipendenti. Il sistema produttivo italiano è questo. Certo ci sono le grandi imprese, non può un paese esistere senza la grande impresa, che, tuttavia perde ogni anno il 2,2 per cento di occupati, mentre la piccola impresa crea nuovo lavoro.
E' la grande forza dell'artigianato, che da noi ha un termine diverso da quello che si usa in Venezuela, o anche in altri paesi dell'America Latina, l'artigiano da noi è anche quello che fa il turbo della Ferrari e gli artigiani sono nel contempo proletari e padroni, sono quelli che hanno fatto saltare una certa ideologia. Valorizzare questo mondo della piccola imprenditoria non è solo un fatto economico ma è anche un fatto sociale. Non a caso il Santo Padre ha organizzato la manifestazione degli artigiani il 19 Marzo dell'anno scorso ed io ho avuto l'onore di parlare in piazza S. Pietro.
In Italia sono un milione e ottocento mila gli imprendi tori che danno lavoro a 3.500.0000, un sesto della popolazione attiva del paese. Ed è gente che certamente produce. Adesso qui questo tessuto di piccole imprese ancora non c'è ma vedo che ci sono scuole di formazione per cui nel momento in si forma il vetraio o il falegname, può iniziare un'attività imprenditoriale. In Italia abbiamo creato le associazioni, ci siamo messi insieme per crescere, mettersi insieme per risolvere il problema di tutti e di risolvere il problema del singolo. Un grosso problema era quello del credito, abbiamo creato le cooperative artigiane di garanzia, i consorzi fidi. L'Italia l'anno scorso abbiamo concesso fidejussioni per 7.000 miliardi, cioè gli artigiani si mettono insieme e garantiscono una percentuale alla banca e la banca da il prestito. Il Parlamento della Repubblica ci ha dato uno strumento che si chiama Artingiacassa, poi abbiamo fatto i consorzi, le e grative.
È un suggerimento che volevo dare. Il piccolo imprenditore che ha tre o quattro dipendenti non può affrontare il mercato mondiale. Li abbiamo messi insieme, ci siamo messi con i nostri concorrenti e siamo andati ad affrontare i mercati internazionali cominciando a vendere i nostri prodotti un'idea vincente partita nel 1974 con Federexport che ha 120 consorzi associati, 4500 imprese che operano in tutti i settori. Un esempio da non trascurare anche qui in Venezuela.
di Ivano Spalanzani
Vice Presidente del Banco di Sardegna, già presidente Confartigianato
Il Banco Exterior C. A. è stato fondato dal Banco Exterior di Spagna e da un gruppo di impresari venezuelani il 27 gennaio 1958 e ha sede in Caracas. Nel 1971, a causa dei cambiamenti intervenuti nella legislazione dell'epoca, il Banco Exterior di Spagna ha venduto la sua partecipazione alterando così la struttura patrimoniale originaria dell'istituzione, che oggi fa parte del Gruppo Bancario IF, che mantiene relazioni con altre banche degli Stati Uniti, Perù, Ecuador, Guatemala e Curagao, oltre a svolgere altre attività commerciali nell'ambito internazionale.
La sua partecipazione, attiva e cori successo, nel mercato finanziario venezuelano ha fatto sì che il Banco abbia originato la nascita del Gruppo Finanziario Exterior costituito, oltre che dal Banco stesso, da: Exterior Banca di Inversione, Arredadora Exterior, Fondo Exterior, Carte di Credito, Exterior Mercato di Capitali e Brokers di Assicurazione.
Il Gruppo Finanziario ha integrato i suoi affari e le operazioni dal 1990. In questo modo può offrire tutti i suoi servizi attraverso la sua rete di agenzie di operazioni bancarie ed anche facilitare il funzionamento centralizzato per dare origine alla relativa trasformazione in "banca universale" che è avvenuta nel 1997.
La missione di questa banca è quella di originare il maggior valore possibile nelle relazioni integrali con i suoi clienti, attraverso una profonda vocazione di servizio, e assicurando il massimo rendimento per gli azionisti, tenendo però sempre alta la motivazione dei suoi dipendenti e utilizzando un'avanzata tecnologia.
Il Banco Exterior è una banca d media grandezza nell'ambito del sistema finanziario venezuelano, con un patrimonio di circa US$ 95 milioni e attivi che superano gli US$ 108í milioni, ed è stato caratterizzato sempre per essere una della banche più redditizie del Venezuela.
Recentemente l'Agenzia Qualificatrice Internazionale di Londra FITCH/IBCA, ha elevato la qualificazione specifica del Banco Exterior fino a "AA", assegnando una proiezione stabile alla mortalità dei crediti a lunga scadenza. E importante evidenziare che questa qualificazione è la più alta che FITCH/IBCA abbia assegnato a qualunque altra banca venezuelana.
di Sergio Sannia
Presidente Esecutivo del Banco Exterior
Sorgevano quotidiani di lingua italiana, italiane erano le panetterie, le fabbriche di plastica, della ceramica, della pasta e molte altre. Nell'area di Maracaibo era la navigazione ed il trasporto degli operai dell'industria petrolifera, i cantieri erano e rimangono di origine italiana, tutta la manutenzione delle torre petrolifere era affidata ad imprese italiane. Fu dunque un fenomeno di vaste dimensioni e che ora con le nuove generazioni si è profondamente consolidato. La dipendenza del petrolio ha poi alterato l'equilibrio di uno sviluppo che si voleva sostenibile ed armonico. Adesso siamo di fronte a un cambio generazionale e a modificazioni strutturali profonde. Anche la collettività italo venezuelana si trova di fronte a scelte che non si prestano ad una chiara lettura immediata, resa difficile dalla situazione che stiamo vivendo ma anche perché i progressi della tecnologia ed i mercati emergenti aprono nuovi scenari. E per questo che una visione d'insieme ci deve portare a nuove forme di collaborazione che comportano una visione più ampia insieme all'indispensabile partecipazione della parte politica.
Senza dubbio il nuovo impulso che viene dalle Regioni italiane verso l'internazionalizzazione delle loro imprese, porterà nel nostro mercato piccole e medie imprese con nuove idee e nuove iniziative. La Camera è disponibile a riceverle ed a facilitare i contatti con le autorità locali. Il Venezuela sta cambiando profondamente la forma di sviluppo e, essendo un paese di giovani, si dirigerà verso forme sempre più innovative, per esempio l'e-commerce. La collettività d'affari della Camera è un primo scenario dove verificare le strategie di mercato, i nostri imprenditori piccoli o grandi conoscono il territorio e mantengono contatti a tutti i livelli.
di Mario Galardi
Presidente della Camera di Commercio Italo Venezuelana
L'Italia è la sesta potenza economica mondiale senza avere nulla, non abbiamo materie prime, non abbiamo petrolio. Abbiamo solo i marmi, beni artistici. Ma quello che abbiamo è la creatività del popolo italiano. La sesta potenza mondiale è stata fatta dalla testa degli italiani. Abbiamo questa grande creatività imprenditoriale che si scontra purtroppo con una altra grande creatività, quella della burocrazia italiana. Sono due grandi intelligenze che nel nostro paese si scontrano, da un lato c'è chi ha creatività e grande voglia di lavorare e, dall'altro, chi invece fa si di tutto per bloccare quelli che hanno la voglia di lavorare, cioè la burocrazia. Quando anche il legislatore capirà che deve agevolare la creatività dell' imprenditore, probabilmente non dico che il nostro paese supererà il prodotto interno lordo dei paesi più industrializzati ma sicuramente potrà fare meglio di quello che sta facendo. Abbiamo una struttura produttiva che ha per il 95% aziende con meno di 10 dipendenti, e il 99% con aziende con meno di 50 dipendenti. Il sistema produttivo italiano è questo. Certo ci sono le grandi imprese, non può un paese esistere senza la grande impresa, che, tuttavia perde ogni anno il 2,2 per cento di occupati, mentre la piccola impresa crea nuovo lavoro.
E' la grande forza dell'artigianato, che da noi ha un termine diverso da quello che si usa in Venezuela, o anche in altri paesi dell'America Latina, l'artigiano da noi è anche quello che fa il turbo della Ferrari e gli artigiani sono nel contempo proletari e padroni, sono quelli che hanno fatto saltare una certa ideologia. Valorizzare questo mondo della piccola imprenditoria non è solo un fatto economico ma è anche un fatto sociale. Non a caso il Santo Padre ha organizzato la manifestazione degli artigiani il 19 Marzo dell'anno scorso ed io ho avuto l'onore di parlare in piazza S. Pietro.
In Italia sono un milione e ottocento mila gli imprendi tori che danno lavoro a 3.500.0000, un sesto della popolazione attiva del paese. Ed è gente che certamente produce. Adesso qui questo tessuto di piccole imprese ancora non c'è ma vedo che ci sono scuole di formazione per cui nel momento in si forma il vetraio o il falegname, può iniziare un'attività imprenditoriale. In Italia abbiamo creato le associazioni, ci siamo messi insieme per crescere, mettersi insieme per risolvere il problema di tutti e di risolvere il problema del singolo. Un grosso problema era quello del credito, abbiamo creato le cooperative artigiane di garanzia, i consorzi fidi. L'Italia l'anno scorso abbiamo concesso fidejussioni per 7.000 miliardi, cioè gli artigiani si mettono insieme e garantiscono una percentuale alla banca e la banca da il prestito. Il Parlamento della Repubblica ci ha dato uno strumento che si chiama Artingiacassa, poi abbiamo fatto i consorzi, le e grative.
È un suggerimento che volevo dare. Il piccolo imprenditore che ha tre o quattro dipendenti non può affrontare il mercato mondiale. Li abbiamo messi insieme, ci siamo messi con i nostri concorrenti e siamo andati ad affrontare i mercati internazionali cominciando a vendere i nostri prodotti un'idea vincente partita nel 1974 con Federexport che ha 120 consorzi associati, 4500 imprese che operano in tutti i settori. Un esempio da non trascurare anche qui in Venezuela.
di Ivano Spalanzani
Vice Presidente del Banco di Sardegna, già presidente Confartigianato
Il Banco Exterior C. A. è stato fondato dal Banco Exterior di Spagna e da un gruppo di impresari venezuelani il 27 gennaio 1958 e ha sede in Caracas. Nel 1971, a causa dei cambiamenti intervenuti nella legislazione dell'epoca, il Banco Exterior di Spagna ha venduto la sua partecipazione alterando così la struttura patrimoniale originaria dell'istituzione, che oggi fa parte del Gruppo Bancario IF, che mantiene relazioni con altre banche degli Stati Uniti, Perù, Ecuador, Guatemala e Curagao, oltre a svolgere altre attività commerciali nell'ambito internazionale.
La sua partecipazione, attiva e cori successo, nel mercato finanziario venezuelano ha fatto sì che il Banco abbia originato la nascita del Gruppo Finanziario Exterior costituito, oltre che dal Banco stesso, da: Exterior Banca di Inversione, Arredadora Exterior, Fondo Exterior, Carte di Credito, Exterior Mercato di Capitali e Brokers di Assicurazione.
Il Gruppo Finanziario ha integrato i suoi affari e le operazioni dal 1990. In questo modo può offrire tutti i suoi servizi attraverso la sua rete di agenzie di operazioni bancarie ed anche facilitare il funzionamento centralizzato per dare origine alla relativa trasformazione in "banca universale" che è avvenuta nel 1997.
La missione di questa banca è quella di originare il maggior valore possibile nelle relazioni integrali con i suoi clienti, attraverso una profonda vocazione di servizio, e assicurando il massimo rendimento per gli azionisti, tenendo però sempre alta la motivazione dei suoi dipendenti e utilizzando un'avanzata tecnologia.
Il Banco Exterior è una banca d media grandezza nell'ambito del sistema finanziario venezuelano, con un patrimonio di circa US$ 95 milioni e attivi che superano gli US$ 108í milioni, ed è stato caratterizzato sempre per essere una della banche più redditizie del Venezuela.
Recentemente l'Agenzia Qualificatrice Internazionale di Londra FITCH/IBCA, ha elevato la qualificazione specifica del Banco Exterior fino a "AA", assegnando una proiezione stabile alla mortalità dei crediti a lunga scadenza. E importante evidenziare che questa qualificazione è la più alta che FITCH/IBCA abbia assegnato a qualunque altra banca venezuelana.
di Sergio Sannia
Presidente Esecutivo del Banco Exterior



