Nel mondo esiste una consistente domanda di "Italianità" ed esiste nel contempo un'ampia offerta potenziale di diversi ambiti che riguardano arti, mestieri, costumi, tradizioni, vita sociale, che in senso antropologico diciamo cultura italiana. Il modo di vivere italiano è anche molto richiesto nel mondo. Arte, vino, cibo, moda, design, stile di vita, ma anche inventiva, intraprendenza, flessibilità di pensiero e di azione, che sono stili, sono forme più difficili da comunicare ma che costituiscono il nostro patrimonio italiano. Accanto agli Istituti di Cultura Italiana occorre, dunque, favorire strutture leggere e diffuse, proprio come il circuito Italian in Italy, che lavora sia in Italia che all'estero nel campo della certificazione e nel training degli insegnanti di italiano.
Italian in Italy è una associazione per la diffusione della cultura e della lingua italiana nel mondo ed al suo interno interagiscono le migliori scuole selezionate attraverso una rigorosa valutazione dei programmi, del corpo insegnanti, delle attrezzature, degli alloggi. Si insegna la lingua veicolare, una lingua viva che rappresenta la storia e il dinamismo della società italiana, partendo dal presupposto che chi apprende l'italiano lo fa per il piacere, dato che l'italiano è una lingua di cultura. Mi sembra importante fare sentire la voce della presenza italiana per capire soprattutto quello che gli altri popoli si aspettano da noi, come ci vedono, come ci percepiscono, quali sono i punti di forza su cui noi possiamo contare ed anche i punti di debolezza da correggere.
di Giuseppina Foti
Direttrice di Italian in Italy
Porto il saluto del Sindaco di Roma e della Giunta capitolina che me ne hanno dato mandato anche se faccio parte dell'opposizione. Anche qui in Venezuela, come l'anno scorso a Rio de Janeiro ed ancora in Canada ed in USA, ho constatato che molti figli di italiani stanno ritornando a vivere e a lavorare in Italia. Questo significa che le radici non si sono completamente spezzate e dunque dobbiamo rinsaldarle anche perché c'è soprattutto bisogno di diffondere la conoscenza della nostra lingua da parte dei giovani figli di italiani. Molti di loro mi hanno mostrato il passaporto italiano ma non dicevano una parola in italiano, nonostante siano a tutti gli effetti cittadini italiani. E allora c'è bisogno di un grande sforzo per diffondere nel mondo la conoscenza della nostra lingua anche attraverso l'attuazione di questo progetto Ritorno, che l'associazione Magna Grecia ha messo a punto e che deve essere opportunamente recepito dal governo nazionale, dalle regioni e dagli enti locali per accogliere a braccia aperte non solo quelli che vogliono tornare per turismo ma anche quanti, in un momento di difficoltà nei paesi che li ha accolti sono costretti a ritornare in Italia. lo provengo da un paesino in provincia di Salerno, vivo da molti anni a Roma, i miei figli sono nati a Roma, ma molti miei parenti vivono in questo grande continente, in Venezuela, Canada, Brasile, USA. Con loro ho stabilito un bel rapporto, per ora sono stato io a visitarli nei loro nuovi paesi, ma io spero che possano presto essere loro a venire in Italia. Mi pare questa la vera filosofia del progetto Ritorno.
Gianfranco Bafundi
Consigliere Comunale di Roma
La mia Regione e la nostra Italia da ormai troppi anni hanno dovuto rinunciare all'impegno ed al lavoro di molte persone. Ma pur nel dramma del distacco, c'è l'orgoglio di constatare che questi nostri connazionali hanno saputo costruire e ricostruire, fare e rifare, in ogni nazione del mondo, facendosi apprezzare in ogni parte del mondo. Un nostro connazionale, il sindaco di New York, Giuliani, pur nella immane tragedia dell'1 1 settembre, ha saputo stringere attorno a sé il popolo americano e la città di New York, mostrando di incarnare i valori di una civiltà, di una cultura che proprio nel nostro paese, nella nostra regione ha avuto le sue radici. E tuttavia, se finora l'Italia ha tratto lustro per le capacità e le intelligenze dei nostri emigrati, è forse giunto il momento di dare noi un contributo a loro. In questo senso l'impegno dell'Italia ma anche della regione Calabria dovrebbe essere quello di collaborare con l'America Latina per contribuire allo sviluppo di questa parte del mondo. C'è sicuramente molto da fare, ma dipende quasi tutto da noi, dal nostro impegno. Penso anch'io che il turismo possa costituire un volano per l'economia di questi paesi. Lo è stato e lo è tuttora per molte regioni del nostro paese e può costituire un modello da esportare. Ci sono molte risorse in questi paesi che possono e devono essere valorizzate. In questa direzione il nostro paese può favorire le varie forme di turismo dei paesi dell'America Latina con aiuti e forme di promozione alle imprese impegnate nel settore turistico. Può essere tutto questo un modo concreto per dare uno stimolo alla loro economia e nello stesso tempo sollecitare altre forme di investimento dell'Italia in America Latina.
Franco Pilieci
Consigliere Regionale della Calabria
componente dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale
Porto anche il saluto dal Presidente della regione Siciliana On. Totò Cuffaro, ma soprattutto quello della mia comunità. Sono sindaco di Adrano, un comune di 37.000 abitanti con 6.000 residenti all'estero e 6.000 adraniti non iscritti all'anagrafe residenti all'estero ma che risiedono in tutte le parti del mondo. Noi siamo nella culla della Magna Grecia ed il Progetto Ritorno non lo scopriamo adesso, io ne sono testimone perché sono piacevolmente sposato con una emigrata in Australia, che dopo 25 anni è tornata nel paese di origine per visitarlo e vi è rimasta per via di questa unione matrimoniale. E tuttavia oggi, in presenza anche delle nuove tecnologie e delle grandi opportunità offerte da Internet, il progetto Ritorno ripropone un'esigenza vecchia mai sufficientemente soddisfatta ed offre una grande opportunità a chi vive fuori d'Italia ed a chi vive in Italia per avviare nuovi e più proficui rapporti. Oggi c'è anche Agenda 2000, che attraverso il programma operativo regionale di cui si occupa prevalentemente la Presidenza della Regione ed i programmi integrati territoriali di cui si occupano i comuni, (in Sicilia sono 24 i programmi integrati territoriali approvati) può dare una mano preziosa anche per sviluppare l'offerta turistica. L'intervento della comunità europea con Agenda 2000 è dunque anche una grande opportunità per tutti agli italiani che risiedono lontano dalla propria terra perché crea le condizioni per il loro ritorno nei paesi d'origine non solo per rivedere i luoghi della loro infanzia o dove sono nati i loro genitori o i loro nonni ma anche per conoscere il grande patrimonio culturale che questi luoghi conservano.
Fabio Maria Mancuso
Consigliere regionale della Sicilia sindaco di Adrano
Ho sentito sinora tante cose ed ho sentito anche di questa necessità del turismo di ritorno. Penso, i dati c'è ne danno ragione e la statistica di questi ultimi mesi dice che qualcosa sta accadendo, che questo ritorno almeno per noi si sta verificando. Noi abbiamo avuto in Basilicata, e i dati ancora ce lo confermano, quest'ultimo anno soprattutto in estate un ritorno per la visita ai musei della Magna Grecia un aumento del 7 per cento rispetto all'anno scorso. Vuol dire che in un certo senso o comunque che il turismo culturale sta pagando. lo sono sempre dell'avviso che turismo e cultura sono due sistemi che interagiscono. Mai come adesso noi ci stiamo accorgendo che questo è un fenomeno che sta spingendo in avanti la promozione turistica. Do un altro dato della regione Basilicata: nel 2001 alla fine di settembre l'aumento delle presenze, soprattutto nella zona di Metaponto, zona archeologica, è stato del 20% e sono presenze non soltanto inglesi o francesi ma nostrane, di lucani tornati dall'estero che hanno trascorso qualche settimana di vacanza a Metaponto, dove sono sorte strutture alberghiere di livello medio alto da mille posti letti e nessuno ha tolto clienti all'altro.
Ciò significa che qualcosa si muove. Si muove in una delle regioni più piccole d'Italia, in una regione che finalmente ha scoperto che il turismo e con il turismo si fa produttività, si fa promozione e sviluppo economico. Noi prendiamo atto di quello che Cuminatto ha detto ma noi qualcosa la stiamo già facendo, ad esempio opera bene in Basilicata la "Commissione Regionale per i lucani nel mondo" che si occupa anche e soprattutto di questo, di questa necessità di far tornare anche per breve tempo gli immigrati lucani in giro per il mondo. Ci sono 650.000 lucani in giro nel mondo più di quelli residenti in questa regione. Dopo il Molise la Basilicata è la più piccola d'Italia eppure ha questo patrimonio, patrimonio della Magna Grecia, a Metaponto, dove ancora si può vivere di stupori. Gli eroi greci che abbandonavano le terre dimenticate nel tumulto delle ultime battaglie avevano trovato riparo a Metaponto, sotto le Tavole Palatine, il loro punto di riferimento. Che è diventato adesso il punto di riferimento per quello che noi definiamo il turismo culturale.
di Mario Trufelli
Giornalista,
Amministratore dell'azienda di promozione turistica della Basilicata
Sono sindaco di una città d'arte e parlamentare europeo e quindi ho anche la misura degli interventi che la stessa unione europea, grazie ad Agenda 2000, può fare. lo dovrei fare promozione turistica della mia città e quando ho letto il Progetto Ritorno al quale ci siamo accostati come città solamente quest'anno, scherzosamente dicevo con il mio consulente Bonerba che è il progetto che noi abbiamo immaginato in termini di programmazione per la nostra città. Noi stiamo lavorando da tempo per individ¬uare quale possa essere il filone di sviluppo di una città del Mezzogiorno d'Italia e riteniamo che il turismo culturale lo possa essere. Perché intorno a questo ruota tutto quanto un indotto di economia che può essere notevole anche per la riscoperta di tutti gli antichi mestieri che sono quelli che consentono non soltanto di creare nuove ed antiche nicchie di lavoro ma anche di recuperare l'identità del territorio per creare la competitività dell'offerta turistica.
Se siamo tutti uguali, stare da una o da un'altra parte del mondo non ha senso. Se vogliamo invece ritornare per recuperare quella che è la conoscenza del territirio e recuperare quelle che sono le nostre stesse radici, allora bisogna che quel luogo sia caratterizzato dalla propria identità culturale. Ed è su questo tema che noi stiamo lavorando. lo sono una persona molto pratica e mi piacerebbe molto concludere comprendendo esattamente in che modo dobbiamo e possiamo muoverci, se attraverso l'associazionismo che è la forma migliore per mettere insieme diverse forme di esperienze e diverse istituzioni. E allora mi chiedevo il progetto ritorno dovrà calarsi innanzitutto su canali di finanziamento che siano i canali di finanziamento dif-ferenziati. lo faccio parte della commissione per i programmi regionali trasporti e turismo e so che purtropo per il turismo la commissione europea non ha lanciato dei veri e propri bandi efficaci. Si può, tuttavia, individuare una forma di finanziamento, diventando noi recettori degli italiani e gli italiani nel mondo investitori perché un progetto ritorno lo si può costruire solo insieme. lo posso individuare tutti i contenitori più belli della mia città. Noi siamo tutte zone dell'obiettivo uno, tutte zone nelle quali si interviene con finanziamenti di Agenda 2000 fino al 2006.
Se noi individuassimo un percorso che sia non soltanto quello del tessuto, della ceramica, degli antichi mestieri ma anche un percorso che sia strettamente connesso con la individuazione di strutture che possono essere utilmente inserite nei nostri magnifici centri storici e per i quali noi amministratori abbiamo questa grande disponibilità, facendo gli ostelli del ritorno per tutti quanti, per coloro che dall'America Latina vogliono reinvestire in Italia aiutandoci a creare delle situazioni che siano più condivise dal pubblico e dal privato in partnariato perché è importantissimo creare una forte rete di partenariato locale. Lo facciamo con i PIT mettendo insieme gli enti locali , ma se noi individuiamo dei privati che siano fortemente attratti dei nostri territori diventa molto più facile presentare dei progetti che sono poi realmente sostenibili.
di Adriana Poli Sortone
Parlamentare europeo, sindaco di Lecce
Oggi si affronta quella che è la questione centrale di tutto questo meeting, prendendo spunto dal progetto ritorno qui illustrato. La domanda che mi pongo è capire perché il nostro emigrato qui in Venezuela fa le vacanze in Martinica e non magari all'Isola d'Elba, e la risposta che possono dare è che all'Isola d'Elba la vacanza costa il triplo. Ed allora per consentire ai nostri connazionali di riscoprire ancor meglio le nostre tradizioni e la nostra cultura, dobbiamo farci carico di questo che è un problema economico. E credo che la proposta del sindaco di Lecce di costruire un ostello di ritorno possa essere, per esempio, un passo avanti per affrontare questo problema. Il progetto ritorno è sicuramente di grosso interesse e deve essere sostenuto in sede parlamentare con tutte le iniziative più efficaci di sostegno, visto che può interessare non solo il Mezzogiorno ma tutta Italia. Si tratta adesso di mettersi attorno ad un tavolo e di concordare i neces¬sari provvedimenti. Per quanto mi riguarda e per quanto riguarda la mia parte politica non mancherà il mas¬simo impegno.
di Flavio Tanzilli
Deputato italiano
Condivido quello che ha detto il mio collega Tanzilli, aggiungo solo una considerazione di carattere storico culturale. Non dimentichiamo che il flusso migratorio verso il Sud America è già da tempo concluso, gli italiani non guardano più al Sud America per lavorare. L'italiano oggi guarda al Nord Italia o all'Europa. Il progetto ritorno non può essere circoscritto in un arco di tempo limitato, occorre ampliarne gli orizzonti, calarlo nella realtà delle nostre comunità che vivono in Sudamerica ed all'interno delle quali ci sono generazioni che non conoscono assolutamente la cultura italiana, ci sono famiglie che hanno smarrito ogni legame con le regioni d'origine. Bisogna quindi potenziare, innanzitutto, le strutture consolari ed anche a livello d'ambasciata per fare in modo che si riscopra la cultura italiana.. lo ho già preso un'iniziativa legislativa parlamentare che intendo portare avanti per potenziare le nostre strutture diplomatiche. Mi auguro che questa mia proposta ottenga in Parlamento l'adesione di quanti condividono questa esigenza, di cui il progetto Ritorno si fa interprete.
di Filippo Maria Drago
Deputato italiano
La provincia di Roma è un ente intermedio, ha copetenza su 119 Comuni, con una popolazione di 5.000.000 abitanti. E l'amministrazione della Provincia di Roma in questi due anni di Governo ha messo in campo una serie di iniziative anche importanti per rilanciare il turismo. Ricordo che l'altro anno eravamo a New York dove abbiamo svolto una serie di incontri, abbiamo portato i nostri produttori di vini, abbiamo portato alcune case di moda, siamo interessati a continuare su questa strada anche e soprattutto in collaborazione con associazioni come la Magna Grecia. L'intuizione dell'amico Foti di coinvolgere gli enti locali nel suo progetto credo che sia un'intuizione illuminata: l'ente locale è il più vicino al cittadino e molti di coloro che sono partiti per queste terre provengono da piccoli paesi, da piccoli comuni, ed è forte il loro legame con questi comuni. Per cui a me pare necessario che a queste comunità sia data anche la possibilità di voto, non solo e non tanto per il parlamento, quanto piuttosto per le elezioni amministrative, per consentire loro di incidere sulla politica del loro paese d'origine. Quanto al turismo ed al progetto opportunamente proposto da Magna Grecia credo che sia fondamentale ripensare le strutture delegate a promuovere il nostro turismo che sembrano obsolete, in alcuni casi sembrano addirittura luoghi dove viene conservato il posto di lavoro per coloro che vi prestano la propria opera. lo credo che sia tempo di pensare a strutture diverse, più snelle e più operative. La provincia di Roma è pronta, comunque, a dare il suo contributo per rendere al più presto fruibile qui in Venezuela ed altrove il progetto Ritorno.
di Alberto Pascucci
Presidente del consiglio provinciale di Roma
L'ENIT creata nel 1919 per promuovere il turismo straniero verso l'Italia, oggi non svolge più solamente compiti di promozione ma una vera e propria assistenza alle imprese pubbliche e private ed alle Regioni, è una specie di tramite tra domanda ed offerta. L'ENIT è dunque a disposizione di tutte le imprese che vogliono promuovere il turismo. Il consiglio d'Amministrazione dell'Ente ha approvato un programma di attività per il 2002 basandosi sulle indicazione del Ministero dell'Industria ed Artigianato. Questo piano non si limita ad indicare un programma ma interviene con una serie di strategie di appoggio alla materia istituzionale a supporto delle imprese. Esso soddisfa gli obiettivi di fondo non solamente dei mercati tradizionali ma di un aria più ampia che include i mercati emergenti come la Cina, India, Corea, Australia, Europa Orientale e la stessa America Latina. Questo piano è basato su due importanti innovazioni: la prima è la revisione di progetti manageriali per adeguare l'istituto alle grandi mutazioni tecnologiche, la seconda riguarda i piani promozionali che, entrando nella logica del marketing territoriale, pianificano come prodotto o club di prodotto i seguenti progetti speciali: terme e benessere (affiancato a cure di rigenerazione psico fisico ed un mix di servizi che comprendono la cura, l'estetica ed anche la psico terapia), montagna, arte (il target sono turisti indipendenti), congressi, mari, laghi turismo all'aria aperta, enogastronomia (15.000 imprese definite verdi fra cui 8.000 aziende agroturistiche, il target sono turisti indipendenti), turismo etnico e religioso.
di Fiorenza Lodi
Direttore ENIT Buenos Aires
Innanzitutto porgo un cordiale benvenuto a tutta la delegazione qui presente ed esprimo il più profondo ringraziamento all'Associazione per averci offerto l'opportunità di esporre la nostra attitudine relativa al turismo. Inizierò evidenziando che il Venezuela è considerato un vero paradiso per il turismo, perché comprende in un unico territorio, diversi e vari ecosistemi, che si possono attraversare da un capo all'altro, in aereo in meno di un'ora e in auto impiegando tra le 10 e le 12 ore. D'altra parte i nostri ambienti sono protetti per la maggior parte sotto forma di parchi nazionali, ne consegue che il Venezuela è uno dei pochi punti del pianeta dove si realizza un vero turismo ecologico, con basso impatto ambientale, al quale si accompagna una grande offerta di hotel, campeggi e posacias (locande), ubicati presso o negli stessi luoghi d'interesse. Il Venezuela apre le sue porte al mondo offrendo oltre che questa diversità di ambienti e paesaggi, anche un'importante politica per la loro conservazione, distinguendosi tra i principali paesi del mondo per la proporzione ed estensione delle sue aree protette, assicurando la protezione di questa ricchezza ecologica.
D'altra parte il viceministero del Turismo, quale ente che elabora e pianifica le politiche turistiche del paese, si è proposto di dare impulso agli investimenti nel settore, attraverso il disegno di strategie che consolidino la partecipazione dell'iniziativa privata, e che consentano di raggiungere livelli di produttività, competitività e internazionalizzazione, tali da porre il Venezuela all'avanguardia dell'economia dell'America Latina. Sono parecchie le leggi che offrono una grande sicurezza all'investitore nel potenziale turistico, con alta competitività, che possiede il Venezuela, convertendolo nel miglior paese nel quale investire. Per quanto detto prima, vi invito a essere partecipi delle nostre politiche, perché con uno sforzo congiunto possiamo raggiungere la meta anelata, e il ritorno dell'investimento privato.
di Angel Nelson Salvatierra
Presidente di Corpoturismo, Corporación de Turismo del Venezuela
Ringrazio gli organizzatori e colgo l'occasione per delineare la mia attività, che si svolge a 600 km da Caracas, a San Fernando di Apure, uno Stato degli llanos venezuelani, situato nel sud ovest del Venezuela rispetto a Caracas, al confine con Colombia e Amazzonia venezuelana. La presenza ital-iana in Venezuela risale molto indietro nel tempo. Già in occasione della firma del nostro Atto d'Indipendenza, appare un figlio d'italiani, presenti in Venezuela da almeno due generazioni; la prima mappatura del Venezuela è stata fatta dall'italiano Agustin Codazzi, che percorse tutto il nostro territorio circa 160 anni fa. In San Fernando de Apure, 100 anni orsono i fratelli Barbarito possedevano la principale industria, che lavorava le piume di un uccello, la garza, e la pelle del coccodrillo. Essi crearono un'industria fiorente che operò per molti anni, e nel 1920 edificarono una residenza, con marmi di Carrara, che venne giudicata la più lussuosa del Venezuela in quel momento. Oggi, in San Fernando d'Apure esiste un club campestre con circa 300 soci, in maggio-ranza italiani d'origine, che desiderano conoscere la cultura italiana: alcuni hanno 60 anni, vennero qui bambini e non sono mai più tornati in Italia.
La mia attività è molto legata al turismo ecologico, al tentativo di far apprezzare al turista la bontà della nostra natura, quella di un paese tropicale, spesso non considerata dovutamente. Il Venezuela ha circa 300 mila km quadrati di savane, aree completamente piane, attraversate da un gran numero di fiumi che in gran parte le inondano per 6 mesi l'anno. UApure, il terzo maggior fiume del Venezuela, è un affluente dell'Orinoco, che sbocca nell'Oceano Atlantico. Parte delle pianure dello Stato è desertica, in quanto formata dalla sabbia depositata dai fiumi. Nella mia area, in circa 3000 ettari, vi è una quantità incredibile di uccelli, 250 specie diverse, quante quelle che vivono in tutto la Germania. Il Venezuela è il quinto paese al mondo per specie di uccelli. Nelle aree delle pianure si abbina l'allevamento del bestiame con l'ecoturismo. Stiamo anche riproducendo alcune specie selvatiche di fauna della pianura, iniziando da due che erano in grave pericolo d'estinzione. La prima è il caimano dell'Orinoco, simile al coccodrillo del Nilo e dell'Australia,, un animale che può superare i 6 metri e mezzo di lunghezza ma che, negli anni 70-'80, era una delle 12 specie del pianeta con maggior pericolo d'estinzione. Il nostro progetto è servito a superare questo punto di non ritorno, attraverso la sua riproduzione in cattività. Abbiamo 10 femmine che depositano ciascuna circa 40 uova all'anno, dalle quali, dopo l'incubazione, nascono circa 250 piccoli caimani, destinati a un programma di ripopolamento di zone molto distanti del Paese, dove i turisti difficilmente giungono. L'attività è dedicata solo alla conservazione e i risultati sono molto soddisfacenti. La visita del luogo di creazione di questi animali risulta molto interessante per il turista.
Un altro animale in grande pericolo è la tartaruga dell'Orinoco, la più grande tartaruga di acqua dolce del continente americano. La femmina adulta pesa oltre 40 kg e in questo momento in Venezuela ne rimangono solo 400 esemplari adulti. Noi raccogliamo gli esemplari appena nati lungo l'Orinoco, li curiamo per un anno e mezzo, affinché raggiungano una dimensione tale da non essere facilmente preda di altri animali selvatici, poi li riportiamo al fiume e li liberiamo. Dal 1992 ad oggi abbiamo liberato 17.000 tartarughe. La nostra speranza è che questa specie non si estingua. Il suo principale predatore è l'uomo: infatti, una tartaruga adulta può costare sino a 100.000 bolivares (300.000 lire), che per quest'area rurale rappresentano molto denaro. Questi progetti non hanno fini commerciali, l'indotto commerciale è costituito dal turista che, vedendo gli animali, finanzia in parte la loro alimentazione e lo svolgimento del programma.
Un programma commerciale riguarda invece una tartaruga di terra detta volgarmente "morocoi", presente in tutto il Venezuela, e alle uova di morocoi applichiamo le conoscenze della biologia affinché l'animale si riproduca e possa essere inserito nel mercato mondiale legale di animali, in quanto operiamo con il permesso del Ministero dell'ambiente. Il turista può così vedere l'animale in tutte le tappe della sua crescita. Con un anno d'età raggiunge i 10 cm di lunghezza, e si può esportare, prevalentemente negli USA, anche se il nostro obiettivo è quello di esportarlo anche in Europa, dove esiste una tartaruga mediterranea simile.
Questo progetto — attuato per la prima volta in Venezuela - non saccheggia, non turba l'equilibrio delle popolazioni selvatiche e serve a controllare e combattere il fiorente mercato illegale di animali. La nostra tartaruga vive 70-80 anni, sporca poco la casa e si adatta bene ai bambini. La nostra è un'iniziativa italo-venezuelana, attuata nel cuore del Venezuela, Altri animali corrono il pericolo d'estinzione: il giaguaro americano, che sta diventando sempre più raro nell'area amazzonica; la capivara, il roditore più grande del mondo, che si sta incominciando ad allevare con fini commerciali, sia per la sua carne che per la sua pelle, senza turbare l'equilibrio naturale; l'iguana, che viene allevata, ad esempio, a El Salvador. Noi stiamo anche iniziando l'allevamento di un piccolo pappagallo selvatico, la cui femmina può deporre 7 uova ma può nutrire solo 3 o 4 pulcini: le 3 o 4 uova eccedenti le facciamo vivere ed incominciamo ad esportare questi pappagalli che altrimenti non vivrebbero. Per terminare evidenzio che i llanos venezuelani hanno un grande potenziale turistico, e in essi vivono molti italiani di prima, seconda e terza generazione che lavorano nell'area del turismo, con la speranza che il turismo di ritorno si attui in ambedue le direzioni.
Pedro Azuaje Tedeschi
Imprenditore agrituristico nello Stato di Apure
Due cose fondamentali credo sia importante sottolineare fin da subito: in primo luogo la forte dipendenza dell'Italia nel campo della formazione professionale dalle risorse comunitarie; e in secondo luogo la competenza delle regioni in materia di formazione professionale. Quindi lo Stato centrale, il Ministero del Lavoro, in particolare, ha solamente un ruolo di coordinamento, di stimolo e di controparte nei confronti della comunità europea. Abbiamo operato negli ultimi anni attraverso processi di programmazione di sei anni in sei anni. L'attuale fase di programmazione che iniziata nel 2000 terminerà nel 2006, coinvolge risorse finanziare per circa 40.000 miliardi in sei anni che sono gestiti direttamente dalle Regioni. Quindi sono le Regioni attraverso gli assessorati alla formazione professionale, a gestire la formazione professionale al proprio interno rispondendo alle regole e alle scelte di programmazione nazionale negoziata e concordata con la comunità europea. In questa fase storica della formazione in Italia ci sono due punti fondamentali che il sistema della formazione in Italia sta cercando di raggiungere. Uno è diciamo il problema della riforma dell'ufficio del collocamento che è un problema che non ci riguarda oggi in particolare, ma è soprattutto un problema legato alla riforma ed alla distribuzione degli organismi preposti all'orientamento e all'incontro della domanda e dell'offerta di lavoro a livello regionale, ma fondamentalmente per quanto riguarda la formazione professionale siamo indirizzati ad un grosso sforzo per la riqualificazione di tutto il sistema.
Vorrei segnalarvi solamente un paio di progetti riqualificanti che potrebbero essere anche sponsorizzati in Venezuela. Uno è il progetto F.A.D.O.L., Formazione a distanza On Line, per i formatori, finanziato dalla Comunità Europea, al quale possono partecipare da casa gli operatori della formazione professionale in tutte le regioni italiane. L'altro è il progetto relativo ai vaucher formativi, avviato in via sperimentale in molte regioni per venire incontro a tutta l'utenza del sistema della formazione, questi vaucher , buoni di formazione che valgono circa 2.500.000, consentono alle persone di potersi costruire un iter formativo su misura secondo le proprie necessità. Le Regioni hanno già una lista di corsi di formazione a cui le persone possono accedere. Se un persona vuole eseguire un progetto mancante può presentare il progetto, la Regione lo valuta ed eventualmente lo finanzia.
di Antonello Errigo
Responsabile Assistenza Tecnica alle Regioni ISFOL
Una riflessione semplicemente: dal Venezuela è venuto fuori un messaggio molto importante ed intenso. Non c'è nella storia dell'impegno umano, nella storia dei paesi, una realtà che possa essere spezzettata. Non c'è da una parte il turismo e poi l'agricoltura e così via. È tutto un insieme. Lo sviluppo dell'uomo è uno sviluppo complessivo. Il turismo è una componente importante, per raggiungere alcuni obiettivi. E dunque l'itinerario della Magna Grecia si allarga, allarga i suoi orizzonti portando il suo bagaglio culturale, la tradizione delle sue città. Credo che noi abbiamo un impegno da assolvere che è quello di creare sempre più collegamenti tra i popoli. La cooperazione tra i popoli deve essere, a mio avviso, sollecitata da un retroterra di sensibilità e da un retroterra culturale. Se dovesse mancar questo, non c'è turismo, non ci sono partecipazioni economiche. Bisogna guidare i processi, per migliorare la vita e la qualità del nostro pianeta, coloro che hanno responsabilità nella guida dei paesi devono fare questo sforzo anche per creare condizioni di vivibilità. Quando noi parliamo ad esempio di turismo dobbiamo riferirci a politiche più alte, a politiche di territorio, alla qualità della vita. Credo che noi possiamo concludere questo convegno recuperando questo itinerario della Magna Grecia che è un itinerario di civiltà, amicizia ma soprattutto di un impegno e di una volontà che noi vogliamo portare avanti. Ed un impegno e una sfida che credo oggi diventa più importante e molto più intensa viste le condizioni del nostro paese e le difficoltà.
di Mario Tassone
Vice ministro al Ministero delle Infrastrutture con delega ai trasporti
Italian in Italy è una associazione per la diffusione della cultura e della lingua italiana nel mondo ed al suo interno interagiscono le migliori scuole selezionate attraverso una rigorosa valutazione dei programmi, del corpo insegnanti, delle attrezzature, degli alloggi. Si insegna la lingua veicolare, una lingua viva che rappresenta la storia e il dinamismo della società italiana, partendo dal presupposto che chi apprende l'italiano lo fa per il piacere, dato che l'italiano è una lingua di cultura. Mi sembra importante fare sentire la voce della presenza italiana per capire soprattutto quello che gli altri popoli si aspettano da noi, come ci vedono, come ci percepiscono, quali sono i punti di forza su cui noi possiamo contare ed anche i punti di debolezza da correggere.
di Giuseppina Foti
Direttrice di Italian in Italy
Porto il saluto del Sindaco di Roma e della Giunta capitolina che me ne hanno dato mandato anche se faccio parte dell'opposizione. Anche qui in Venezuela, come l'anno scorso a Rio de Janeiro ed ancora in Canada ed in USA, ho constatato che molti figli di italiani stanno ritornando a vivere e a lavorare in Italia. Questo significa che le radici non si sono completamente spezzate e dunque dobbiamo rinsaldarle anche perché c'è soprattutto bisogno di diffondere la conoscenza della nostra lingua da parte dei giovani figli di italiani. Molti di loro mi hanno mostrato il passaporto italiano ma non dicevano una parola in italiano, nonostante siano a tutti gli effetti cittadini italiani. E allora c'è bisogno di un grande sforzo per diffondere nel mondo la conoscenza della nostra lingua anche attraverso l'attuazione di questo progetto Ritorno, che l'associazione Magna Grecia ha messo a punto e che deve essere opportunamente recepito dal governo nazionale, dalle regioni e dagli enti locali per accogliere a braccia aperte non solo quelli che vogliono tornare per turismo ma anche quanti, in un momento di difficoltà nei paesi che li ha accolti sono costretti a ritornare in Italia. lo provengo da un paesino in provincia di Salerno, vivo da molti anni a Roma, i miei figli sono nati a Roma, ma molti miei parenti vivono in questo grande continente, in Venezuela, Canada, Brasile, USA. Con loro ho stabilito un bel rapporto, per ora sono stato io a visitarli nei loro nuovi paesi, ma io spero che possano presto essere loro a venire in Italia. Mi pare questa la vera filosofia del progetto Ritorno.
Gianfranco Bafundi
Consigliere Comunale di Roma
La mia Regione e la nostra Italia da ormai troppi anni hanno dovuto rinunciare all'impegno ed al lavoro di molte persone. Ma pur nel dramma del distacco, c'è l'orgoglio di constatare che questi nostri connazionali hanno saputo costruire e ricostruire, fare e rifare, in ogni nazione del mondo, facendosi apprezzare in ogni parte del mondo. Un nostro connazionale, il sindaco di New York, Giuliani, pur nella immane tragedia dell'1 1 settembre, ha saputo stringere attorno a sé il popolo americano e la città di New York, mostrando di incarnare i valori di una civiltà, di una cultura che proprio nel nostro paese, nella nostra regione ha avuto le sue radici. E tuttavia, se finora l'Italia ha tratto lustro per le capacità e le intelligenze dei nostri emigrati, è forse giunto il momento di dare noi un contributo a loro. In questo senso l'impegno dell'Italia ma anche della regione Calabria dovrebbe essere quello di collaborare con l'America Latina per contribuire allo sviluppo di questa parte del mondo. C'è sicuramente molto da fare, ma dipende quasi tutto da noi, dal nostro impegno. Penso anch'io che il turismo possa costituire un volano per l'economia di questi paesi. Lo è stato e lo è tuttora per molte regioni del nostro paese e può costituire un modello da esportare. Ci sono molte risorse in questi paesi che possono e devono essere valorizzate. In questa direzione il nostro paese può favorire le varie forme di turismo dei paesi dell'America Latina con aiuti e forme di promozione alle imprese impegnate nel settore turistico. Può essere tutto questo un modo concreto per dare uno stimolo alla loro economia e nello stesso tempo sollecitare altre forme di investimento dell'Italia in America Latina.
Franco Pilieci
Consigliere Regionale della Calabria
componente dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale
Porto anche il saluto dal Presidente della regione Siciliana On. Totò Cuffaro, ma soprattutto quello della mia comunità. Sono sindaco di Adrano, un comune di 37.000 abitanti con 6.000 residenti all'estero e 6.000 adraniti non iscritti all'anagrafe residenti all'estero ma che risiedono in tutte le parti del mondo. Noi siamo nella culla della Magna Grecia ed il Progetto Ritorno non lo scopriamo adesso, io ne sono testimone perché sono piacevolmente sposato con una emigrata in Australia, che dopo 25 anni è tornata nel paese di origine per visitarlo e vi è rimasta per via di questa unione matrimoniale. E tuttavia oggi, in presenza anche delle nuove tecnologie e delle grandi opportunità offerte da Internet, il progetto Ritorno ripropone un'esigenza vecchia mai sufficientemente soddisfatta ed offre una grande opportunità a chi vive fuori d'Italia ed a chi vive in Italia per avviare nuovi e più proficui rapporti. Oggi c'è anche Agenda 2000, che attraverso il programma operativo regionale di cui si occupa prevalentemente la Presidenza della Regione ed i programmi integrati territoriali di cui si occupano i comuni, (in Sicilia sono 24 i programmi integrati territoriali approvati) può dare una mano preziosa anche per sviluppare l'offerta turistica. L'intervento della comunità europea con Agenda 2000 è dunque anche una grande opportunità per tutti agli italiani che risiedono lontano dalla propria terra perché crea le condizioni per il loro ritorno nei paesi d'origine non solo per rivedere i luoghi della loro infanzia o dove sono nati i loro genitori o i loro nonni ma anche per conoscere il grande patrimonio culturale che questi luoghi conservano.
Fabio Maria Mancuso
Consigliere regionale della Sicilia sindaco di Adrano
Ho sentito sinora tante cose ed ho sentito anche di questa necessità del turismo di ritorno. Penso, i dati c'è ne danno ragione e la statistica di questi ultimi mesi dice che qualcosa sta accadendo, che questo ritorno almeno per noi si sta verificando. Noi abbiamo avuto in Basilicata, e i dati ancora ce lo confermano, quest'ultimo anno soprattutto in estate un ritorno per la visita ai musei della Magna Grecia un aumento del 7 per cento rispetto all'anno scorso. Vuol dire che in un certo senso o comunque che il turismo culturale sta pagando. lo sono sempre dell'avviso che turismo e cultura sono due sistemi che interagiscono. Mai come adesso noi ci stiamo accorgendo che questo è un fenomeno che sta spingendo in avanti la promozione turistica. Do un altro dato della regione Basilicata: nel 2001 alla fine di settembre l'aumento delle presenze, soprattutto nella zona di Metaponto, zona archeologica, è stato del 20% e sono presenze non soltanto inglesi o francesi ma nostrane, di lucani tornati dall'estero che hanno trascorso qualche settimana di vacanza a Metaponto, dove sono sorte strutture alberghiere di livello medio alto da mille posti letti e nessuno ha tolto clienti all'altro.
Ciò significa che qualcosa si muove. Si muove in una delle regioni più piccole d'Italia, in una regione che finalmente ha scoperto che il turismo e con il turismo si fa produttività, si fa promozione e sviluppo economico. Noi prendiamo atto di quello che Cuminatto ha detto ma noi qualcosa la stiamo già facendo, ad esempio opera bene in Basilicata la "Commissione Regionale per i lucani nel mondo" che si occupa anche e soprattutto di questo, di questa necessità di far tornare anche per breve tempo gli immigrati lucani in giro per il mondo. Ci sono 650.000 lucani in giro nel mondo più di quelli residenti in questa regione. Dopo il Molise la Basilicata è la più piccola d'Italia eppure ha questo patrimonio, patrimonio della Magna Grecia, a Metaponto, dove ancora si può vivere di stupori. Gli eroi greci che abbandonavano le terre dimenticate nel tumulto delle ultime battaglie avevano trovato riparo a Metaponto, sotto le Tavole Palatine, il loro punto di riferimento. Che è diventato adesso il punto di riferimento per quello che noi definiamo il turismo culturale.
di Mario Trufelli
Giornalista,
Amministratore dell'azienda di promozione turistica della Basilicata
Sono sindaco di una città d'arte e parlamentare europeo e quindi ho anche la misura degli interventi che la stessa unione europea, grazie ad Agenda 2000, può fare. lo dovrei fare promozione turistica della mia città e quando ho letto il Progetto Ritorno al quale ci siamo accostati come città solamente quest'anno, scherzosamente dicevo con il mio consulente Bonerba che è il progetto che noi abbiamo immaginato in termini di programmazione per la nostra città. Noi stiamo lavorando da tempo per individ¬uare quale possa essere il filone di sviluppo di una città del Mezzogiorno d'Italia e riteniamo che il turismo culturale lo possa essere. Perché intorno a questo ruota tutto quanto un indotto di economia che può essere notevole anche per la riscoperta di tutti gli antichi mestieri che sono quelli che consentono non soltanto di creare nuove ed antiche nicchie di lavoro ma anche di recuperare l'identità del territorio per creare la competitività dell'offerta turistica.
Se siamo tutti uguali, stare da una o da un'altra parte del mondo non ha senso. Se vogliamo invece ritornare per recuperare quella che è la conoscenza del territirio e recuperare quelle che sono le nostre stesse radici, allora bisogna che quel luogo sia caratterizzato dalla propria identità culturale. Ed è su questo tema che noi stiamo lavorando. lo sono una persona molto pratica e mi piacerebbe molto concludere comprendendo esattamente in che modo dobbiamo e possiamo muoverci, se attraverso l'associazionismo che è la forma migliore per mettere insieme diverse forme di esperienze e diverse istituzioni. E allora mi chiedevo il progetto ritorno dovrà calarsi innanzitutto su canali di finanziamento che siano i canali di finanziamento dif-ferenziati. lo faccio parte della commissione per i programmi regionali trasporti e turismo e so che purtropo per il turismo la commissione europea non ha lanciato dei veri e propri bandi efficaci. Si può, tuttavia, individuare una forma di finanziamento, diventando noi recettori degli italiani e gli italiani nel mondo investitori perché un progetto ritorno lo si può costruire solo insieme. lo posso individuare tutti i contenitori più belli della mia città. Noi siamo tutte zone dell'obiettivo uno, tutte zone nelle quali si interviene con finanziamenti di Agenda 2000 fino al 2006.
Se noi individuassimo un percorso che sia non soltanto quello del tessuto, della ceramica, degli antichi mestieri ma anche un percorso che sia strettamente connesso con la individuazione di strutture che possono essere utilmente inserite nei nostri magnifici centri storici e per i quali noi amministratori abbiamo questa grande disponibilità, facendo gli ostelli del ritorno per tutti quanti, per coloro che dall'America Latina vogliono reinvestire in Italia aiutandoci a creare delle situazioni che siano più condivise dal pubblico e dal privato in partnariato perché è importantissimo creare una forte rete di partenariato locale. Lo facciamo con i PIT mettendo insieme gli enti locali , ma se noi individuiamo dei privati che siano fortemente attratti dei nostri territori diventa molto più facile presentare dei progetti che sono poi realmente sostenibili.
di Adriana Poli Sortone
Parlamentare europeo, sindaco di Lecce
Oggi si affronta quella che è la questione centrale di tutto questo meeting, prendendo spunto dal progetto ritorno qui illustrato. La domanda che mi pongo è capire perché il nostro emigrato qui in Venezuela fa le vacanze in Martinica e non magari all'Isola d'Elba, e la risposta che possono dare è che all'Isola d'Elba la vacanza costa il triplo. Ed allora per consentire ai nostri connazionali di riscoprire ancor meglio le nostre tradizioni e la nostra cultura, dobbiamo farci carico di questo che è un problema economico. E credo che la proposta del sindaco di Lecce di costruire un ostello di ritorno possa essere, per esempio, un passo avanti per affrontare questo problema. Il progetto ritorno è sicuramente di grosso interesse e deve essere sostenuto in sede parlamentare con tutte le iniziative più efficaci di sostegno, visto che può interessare non solo il Mezzogiorno ma tutta Italia. Si tratta adesso di mettersi attorno ad un tavolo e di concordare i neces¬sari provvedimenti. Per quanto mi riguarda e per quanto riguarda la mia parte politica non mancherà il mas¬simo impegno.
di Flavio Tanzilli
Deputato italiano
Condivido quello che ha detto il mio collega Tanzilli, aggiungo solo una considerazione di carattere storico culturale. Non dimentichiamo che il flusso migratorio verso il Sud America è già da tempo concluso, gli italiani non guardano più al Sud America per lavorare. L'italiano oggi guarda al Nord Italia o all'Europa. Il progetto ritorno non può essere circoscritto in un arco di tempo limitato, occorre ampliarne gli orizzonti, calarlo nella realtà delle nostre comunità che vivono in Sudamerica ed all'interno delle quali ci sono generazioni che non conoscono assolutamente la cultura italiana, ci sono famiglie che hanno smarrito ogni legame con le regioni d'origine. Bisogna quindi potenziare, innanzitutto, le strutture consolari ed anche a livello d'ambasciata per fare in modo che si riscopra la cultura italiana.. lo ho già preso un'iniziativa legislativa parlamentare che intendo portare avanti per potenziare le nostre strutture diplomatiche. Mi auguro che questa mia proposta ottenga in Parlamento l'adesione di quanti condividono questa esigenza, di cui il progetto Ritorno si fa interprete.
di Filippo Maria Drago
Deputato italiano
La provincia di Roma è un ente intermedio, ha copetenza su 119 Comuni, con una popolazione di 5.000.000 abitanti. E l'amministrazione della Provincia di Roma in questi due anni di Governo ha messo in campo una serie di iniziative anche importanti per rilanciare il turismo. Ricordo che l'altro anno eravamo a New York dove abbiamo svolto una serie di incontri, abbiamo portato i nostri produttori di vini, abbiamo portato alcune case di moda, siamo interessati a continuare su questa strada anche e soprattutto in collaborazione con associazioni come la Magna Grecia. L'intuizione dell'amico Foti di coinvolgere gli enti locali nel suo progetto credo che sia un'intuizione illuminata: l'ente locale è il più vicino al cittadino e molti di coloro che sono partiti per queste terre provengono da piccoli paesi, da piccoli comuni, ed è forte il loro legame con questi comuni. Per cui a me pare necessario che a queste comunità sia data anche la possibilità di voto, non solo e non tanto per il parlamento, quanto piuttosto per le elezioni amministrative, per consentire loro di incidere sulla politica del loro paese d'origine. Quanto al turismo ed al progetto opportunamente proposto da Magna Grecia credo che sia fondamentale ripensare le strutture delegate a promuovere il nostro turismo che sembrano obsolete, in alcuni casi sembrano addirittura luoghi dove viene conservato il posto di lavoro per coloro che vi prestano la propria opera. lo credo che sia tempo di pensare a strutture diverse, più snelle e più operative. La provincia di Roma è pronta, comunque, a dare il suo contributo per rendere al più presto fruibile qui in Venezuela ed altrove il progetto Ritorno.
di Alberto Pascucci
Presidente del consiglio provinciale di Roma
L'ENIT creata nel 1919 per promuovere il turismo straniero verso l'Italia, oggi non svolge più solamente compiti di promozione ma una vera e propria assistenza alle imprese pubbliche e private ed alle Regioni, è una specie di tramite tra domanda ed offerta. L'ENIT è dunque a disposizione di tutte le imprese che vogliono promuovere il turismo. Il consiglio d'Amministrazione dell'Ente ha approvato un programma di attività per il 2002 basandosi sulle indicazione del Ministero dell'Industria ed Artigianato. Questo piano non si limita ad indicare un programma ma interviene con una serie di strategie di appoggio alla materia istituzionale a supporto delle imprese. Esso soddisfa gli obiettivi di fondo non solamente dei mercati tradizionali ma di un aria più ampia che include i mercati emergenti come la Cina, India, Corea, Australia, Europa Orientale e la stessa America Latina. Questo piano è basato su due importanti innovazioni: la prima è la revisione di progetti manageriali per adeguare l'istituto alle grandi mutazioni tecnologiche, la seconda riguarda i piani promozionali che, entrando nella logica del marketing territoriale, pianificano come prodotto o club di prodotto i seguenti progetti speciali: terme e benessere (affiancato a cure di rigenerazione psico fisico ed un mix di servizi che comprendono la cura, l'estetica ed anche la psico terapia), montagna, arte (il target sono turisti indipendenti), congressi, mari, laghi turismo all'aria aperta, enogastronomia (15.000 imprese definite verdi fra cui 8.000 aziende agroturistiche, il target sono turisti indipendenti), turismo etnico e religioso.
di Fiorenza Lodi
Direttore ENIT Buenos Aires
Innanzitutto porgo un cordiale benvenuto a tutta la delegazione qui presente ed esprimo il più profondo ringraziamento all'Associazione per averci offerto l'opportunità di esporre la nostra attitudine relativa al turismo. Inizierò evidenziando che il Venezuela è considerato un vero paradiso per il turismo, perché comprende in un unico territorio, diversi e vari ecosistemi, che si possono attraversare da un capo all'altro, in aereo in meno di un'ora e in auto impiegando tra le 10 e le 12 ore. D'altra parte i nostri ambienti sono protetti per la maggior parte sotto forma di parchi nazionali, ne consegue che il Venezuela è uno dei pochi punti del pianeta dove si realizza un vero turismo ecologico, con basso impatto ambientale, al quale si accompagna una grande offerta di hotel, campeggi e posacias (locande), ubicati presso o negli stessi luoghi d'interesse. Il Venezuela apre le sue porte al mondo offrendo oltre che questa diversità di ambienti e paesaggi, anche un'importante politica per la loro conservazione, distinguendosi tra i principali paesi del mondo per la proporzione ed estensione delle sue aree protette, assicurando la protezione di questa ricchezza ecologica.
D'altra parte il viceministero del Turismo, quale ente che elabora e pianifica le politiche turistiche del paese, si è proposto di dare impulso agli investimenti nel settore, attraverso il disegno di strategie che consolidino la partecipazione dell'iniziativa privata, e che consentano di raggiungere livelli di produttività, competitività e internazionalizzazione, tali da porre il Venezuela all'avanguardia dell'economia dell'America Latina. Sono parecchie le leggi che offrono una grande sicurezza all'investitore nel potenziale turistico, con alta competitività, che possiede il Venezuela, convertendolo nel miglior paese nel quale investire. Per quanto detto prima, vi invito a essere partecipi delle nostre politiche, perché con uno sforzo congiunto possiamo raggiungere la meta anelata, e il ritorno dell'investimento privato.
di Angel Nelson Salvatierra
Presidente di Corpoturismo, Corporación de Turismo del Venezuela
Ringrazio gli organizzatori e colgo l'occasione per delineare la mia attività, che si svolge a 600 km da Caracas, a San Fernando di Apure, uno Stato degli llanos venezuelani, situato nel sud ovest del Venezuela rispetto a Caracas, al confine con Colombia e Amazzonia venezuelana. La presenza ital-iana in Venezuela risale molto indietro nel tempo. Già in occasione della firma del nostro Atto d'Indipendenza, appare un figlio d'italiani, presenti in Venezuela da almeno due generazioni; la prima mappatura del Venezuela è stata fatta dall'italiano Agustin Codazzi, che percorse tutto il nostro territorio circa 160 anni fa. In San Fernando de Apure, 100 anni orsono i fratelli Barbarito possedevano la principale industria, che lavorava le piume di un uccello, la garza, e la pelle del coccodrillo. Essi crearono un'industria fiorente che operò per molti anni, e nel 1920 edificarono una residenza, con marmi di Carrara, che venne giudicata la più lussuosa del Venezuela in quel momento. Oggi, in San Fernando d'Apure esiste un club campestre con circa 300 soci, in maggio-ranza italiani d'origine, che desiderano conoscere la cultura italiana: alcuni hanno 60 anni, vennero qui bambini e non sono mai più tornati in Italia.
La mia attività è molto legata al turismo ecologico, al tentativo di far apprezzare al turista la bontà della nostra natura, quella di un paese tropicale, spesso non considerata dovutamente. Il Venezuela ha circa 300 mila km quadrati di savane, aree completamente piane, attraversate da un gran numero di fiumi che in gran parte le inondano per 6 mesi l'anno. UApure, il terzo maggior fiume del Venezuela, è un affluente dell'Orinoco, che sbocca nell'Oceano Atlantico. Parte delle pianure dello Stato è desertica, in quanto formata dalla sabbia depositata dai fiumi. Nella mia area, in circa 3000 ettari, vi è una quantità incredibile di uccelli, 250 specie diverse, quante quelle che vivono in tutto la Germania. Il Venezuela è il quinto paese al mondo per specie di uccelli. Nelle aree delle pianure si abbina l'allevamento del bestiame con l'ecoturismo. Stiamo anche riproducendo alcune specie selvatiche di fauna della pianura, iniziando da due che erano in grave pericolo d'estinzione. La prima è il caimano dell'Orinoco, simile al coccodrillo del Nilo e dell'Australia,, un animale che può superare i 6 metri e mezzo di lunghezza ma che, negli anni 70-'80, era una delle 12 specie del pianeta con maggior pericolo d'estinzione. Il nostro progetto è servito a superare questo punto di non ritorno, attraverso la sua riproduzione in cattività. Abbiamo 10 femmine che depositano ciascuna circa 40 uova all'anno, dalle quali, dopo l'incubazione, nascono circa 250 piccoli caimani, destinati a un programma di ripopolamento di zone molto distanti del Paese, dove i turisti difficilmente giungono. L'attività è dedicata solo alla conservazione e i risultati sono molto soddisfacenti. La visita del luogo di creazione di questi animali risulta molto interessante per il turista.
Un altro animale in grande pericolo è la tartaruga dell'Orinoco, la più grande tartaruga di acqua dolce del continente americano. La femmina adulta pesa oltre 40 kg e in questo momento in Venezuela ne rimangono solo 400 esemplari adulti. Noi raccogliamo gli esemplari appena nati lungo l'Orinoco, li curiamo per un anno e mezzo, affinché raggiungano una dimensione tale da non essere facilmente preda di altri animali selvatici, poi li riportiamo al fiume e li liberiamo. Dal 1992 ad oggi abbiamo liberato 17.000 tartarughe. La nostra speranza è che questa specie non si estingua. Il suo principale predatore è l'uomo: infatti, una tartaruga adulta può costare sino a 100.000 bolivares (300.000 lire), che per quest'area rurale rappresentano molto denaro. Questi progetti non hanno fini commerciali, l'indotto commerciale è costituito dal turista che, vedendo gli animali, finanzia in parte la loro alimentazione e lo svolgimento del programma.
Un programma commerciale riguarda invece una tartaruga di terra detta volgarmente "morocoi", presente in tutto il Venezuela, e alle uova di morocoi applichiamo le conoscenze della biologia affinché l'animale si riproduca e possa essere inserito nel mercato mondiale legale di animali, in quanto operiamo con il permesso del Ministero dell'ambiente. Il turista può così vedere l'animale in tutte le tappe della sua crescita. Con un anno d'età raggiunge i 10 cm di lunghezza, e si può esportare, prevalentemente negli USA, anche se il nostro obiettivo è quello di esportarlo anche in Europa, dove esiste una tartaruga mediterranea simile.
Questo progetto — attuato per la prima volta in Venezuela - non saccheggia, non turba l'equilibrio delle popolazioni selvatiche e serve a controllare e combattere il fiorente mercato illegale di animali. La nostra tartaruga vive 70-80 anni, sporca poco la casa e si adatta bene ai bambini. La nostra è un'iniziativa italo-venezuelana, attuata nel cuore del Venezuela, Altri animali corrono il pericolo d'estinzione: il giaguaro americano, che sta diventando sempre più raro nell'area amazzonica; la capivara, il roditore più grande del mondo, che si sta incominciando ad allevare con fini commerciali, sia per la sua carne che per la sua pelle, senza turbare l'equilibrio naturale; l'iguana, che viene allevata, ad esempio, a El Salvador. Noi stiamo anche iniziando l'allevamento di un piccolo pappagallo selvatico, la cui femmina può deporre 7 uova ma può nutrire solo 3 o 4 pulcini: le 3 o 4 uova eccedenti le facciamo vivere ed incominciamo ad esportare questi pappagalli che altrimenti non vivrebbero. Per terminare evidenzio che i llanos venezuelani hanno un grande potenziale turistico, e in essi vivono molti italiani di prima, seconda e terza generazione che lavorano nell'area del turismo, con la speranza che il turismo di ritorno si attui in ambedue le direzioni.
Pedro Azuaje Tedeschi
Imprenditore agrituristico nello Stato di Apure
Due cose fondamentali credo sia importante sottolineare fin da subito: in primo luogo la forte dipendenza dell'Italia nel campo della formazione professionale dalle risorse comunitarie; e in secondo luogo la competenza delle regioni in materia di formazione professionale. Quindi lo Stato centrale, il Ministero del Lavoro, in particolare, ha solamente un ruolo di coordinamento, di stimolo e di controparte nei confronti della comunità europea. Abbiamo operato negli ultimi anni attraverso processi di programmazione di sei anni in sei anni. L'attuale fase di programmazione che iniziata nel 2000 terminerà nel 2006, coinvolge risorse finanziare per circa 40.000 miliardi in sei anni che sono gestiti direttamente dalle Regioni. Quindi sono le Regioni attraverso gli assessorati alla formazione professionale, a gestire la formazione professionale al proprio interno rispondendo alle regole e alle scelte di programmazione nazionale negoziata e concordata con la comunità europea. In questa fase storica della formazione in Italia ci sono due punti fondamentali che il sistema della formazione in Italia sta cercando di raggiungere. Uno è diciamo il problema della riforma dell'ufficio del collocamento che è un problema che non ci riguarda oggi in particolare, ma è soprattutto un problema legato alla riforma ed alla distribuzione degli organismi preposti all'orientamento e all'incontro della domanda e dell'offerta di lavoro a livello regionale, ma fondamentalmente per quanto riguarda la formazione professionale siamo indirizzati ad un grosso sforzo per la riqualificazione di tutto il sistema.
Vorrei segnalarvi solamente un paio di progetti riqualificanti che potrebbero essere anche sponsorizzati in Venezuela. Uno è il progetto F.A.D.O.L., Formazione a distanza On Line, per i formatori, finanziato dalla Comunità Europea, al quale possono partecipare da casa gli operatori della formazione professionale in tutte le regioni italiane. L'altro è il progetto relativo ai vaucher formativi, avviato in via sperimentale in molte regioni per venire incontro a tutta l'utenza del sistema della formazione, questi vaucher , buoni di formazione che valgono circa 2.500.000, consentono alle persone di potersi costruire un iter formativo su misura secondo le proprie necessità. Le Regioni hanno già una lista di corsi di formazione a cui le persone possono accedere. Se un persona vuole eseguire un progetto mancante può presentare il progetto, la Regione lo valuta ed eventualmente lo finanzia.
di Antonello Errigo
Responsabile Assistenza Tecnica alle Regioni ISFOL
Una riflessione semplicemente: dal Venezuela è venuto fuori un messaggio molto importante ed intenso. Non c'è nella storia dell'impegno umano, nella storia dei paesi, una realtà che possa essere spezzettata. Non c'è da una parte il turismo e poi l'agricoltura e così via. È tutto un insieme. Lo sviluppo dell'uomo è uno sviluppo complessivo. Il turismo è una componente importante, per raggiungere alcuni obiettivi. E dunque l'itinerario della Magna Grecia si allarga, allarga i suoi orizzonti portando il suo bagaglio culturale, la tradizione delle sue città. Credo che noi abbiamo un impegno da assolvere che è quello di creare sempre più collegamenti tra i popoli. La cooperazione tra i popoli deve essere, a mio avviso, sollecitata da un retroterra di sensibilità e da un retroterra culturale. Se dovesse mancar questo, non c'è turismo, non ci sono partecipazioni economiche. Bisogna guidare i processi, per migliorare la vita e la qualità del nostro pianeta, coloro che hanno responsabilità nella guida dei paesi devono fare questo sforzo anche per creare condizioni di vivibilità. Quando noi parliamo ad esempio di turismo dobbiamo riferirci a politiche più alte, a politiche di territorio, alla qualità della vita. Credo che noi possiamo concludere questo convegno recuperando questo itinerario della Magna Grecia che è un itinerario di civiltà, amicizia ma soprattutto di un impegno e di una volontà che noi vogliamo portare avanti. Ed un impegno e una sfida che credo oggi diventa più importante e molto più intensa viste le condizioni del nostro paese e le difficoltà.
di Mario Tassone
Vice ministro al Ministero delle Infrastrutture con delega ai trasporti



