Adesso in Brasile Magna Grecia, Magna nella pronuncia portoghese, non è più un luogo sconosciuto del pianeta né qualcosa che ha a che fare con la Grecia. Adesso, anche per i molti milioni di brasiliani di origine italiana la Magna Grecia è il territorio del Mezzogiorno d'Italia dove, più di 2500 anni fa si è sviluppata la cultura della Magna Grecia, che ha dato origine alla civiltà occidentale, e dal quale molta parte della comunità italiana oggi residente in Brasile è partita fin dalla fine dell'800. Non è cosa di poco conto, credetemi, nel più grande paese dell'America del Sud, grande trenta volte l'Italia, dove vivono 25 milioni di persone di origine italiana, il 16 per cento dell'intera popolazione del Brasile, in larga parte proveniente dalle regioni del Sud d'Italia, "stracciona" e analfabeta quando, dalla fine dell'800 e poi nei primi decenni del 900, è partita sui piroscafi ed i bastimenti per il nuovo continente, "cafoni" meridionali che ignoravano l'esistenza stessa della Magna Grecia e che sapevano esprimersi solo con il dialetto del proprio paese.
Questo viaggio a ritroso a riscoprire le radici antiche della propria etnia per riconciliarsi, spesso dopo molti decenni, con il paese d'origine e riallacciare un legame che rischiava e comunque continua a rischiare di spezzarsi, è stato possibile grazie all'Associazione Internazionale della Magna Grecia che a Rio de Janeiro ha tenuto, dopo New York, Toronto e Buenos Aires, la sua quarta settimana di incontri e seminari. Si è parlato di Magna Grecia, naturalmente, ma anche di relazioni istituzionali, di rapporti economici, di turismo e di previdenza sociale. Un seminario è stato dedicato proprio al tema delle pensioni con l'intervento del presidente e del direttore generale dell'INPS, Massimo Paci e Fabio Trizzino (ed è stata la prima volta vive oggi in difficoltà), che, salvo poche eccezioni, non parla né comprende l'italiano perché il nostro paese ha fatto assai poco per salvaguardare la lingua madre, che soltanto di recente, dopo la visita del presidente Ciampi, ha finalmente avuto segni di interesse e di attenzione da parte italiana.
Tanto che, hanno precisato al consolato generale d'Italia a Rio, giacciono presso i nostri uffici consolari 14 milioni di richieste per il riconoscimento della cittadinanza italiana, una montagna di domande che gli uffici, appena sei consolati in tutto il Brasile con comunità italiane che distano anche seimila chilometri dal consolato più vicino, fanno fatica a istruire. Questo del potenziamento delle nostre sedi diplomatiche è stato uno dei temi più ricorrenti negli interventi dei rappresentanti delle nostre comunità. Corrado Bosco, che fa parte del consiglio generale degli italiani all'estero, ha ricordato fra l'altro che i nostri connazionali, per ritirare in consolato il passaporto, devono fare anche fino a due ore di volo. E' un' esigenza che ha riconosciuto e condiviso il nuovo ambasciatore d'Italia a Brasilia, Vincenzo Petrone, che, intervenendo a Rio alla settimana della Magna Grecia, alla sua prima apparizione pubblica in Brasile, ha fatto del potenziamento della nostra rete consolare in Brasile uno degli obiettivi del suo mandato. Il diplomatico che ha parlato con linguaggio schietto, fuori da ogni metafora, ha anche sostenuto l'esigenza di colmare il deficit informativo e di conoscenza fra l'Italia ed il Brasile con un programma organico di iniziative attraverso il coinvolgimento massiccio soprattutto delle regioni e degli enti locali del Sud. Regioni ed enti territoriali che, tuttavia, non hanno raccolto questa volta l'invito dell'Associazione Internazionale Magna Grecia ed hanno sprecato una preziosa occasione per un contatto diretto con le diverse comunità regionali, molto interessate a rilanciare e rivitalizzare i rapporti anche economici con le proprie regioni d'origine.
Era presente solo una delegazione della regione Lazio e della provincia di Roma, che hanno fatto buona semina nell'interesse dei propri territori, mentre il consiglio provinciale di Potenza è stato rappresentato dal consigliere dello Sdi, Vito Bochicchio, e dalla Calabria è arrivato soltanto il consigliere regionale del CDU Franco Pilieci insieme con l'onorevole Mario Tassone. Con grande disappunto del presidente dell' associazione Nino Foti che invece punta proprio sulle regioni e sugli enti territoriali del Mezzogiorno per rilanciare i valori della cultura magnogreca e rianno dare i legami di appartenenza con le tante comunità che vivono all'estero, legami che rischiano, invece, di spezzarsi se non si stabiliscono corretti e rinnovati rapporti di reciproco interesse. Un terreno assai fertile, sostiene Fori, soprattutto per le regioni meridionali in un periodo in cui si tenta in ogni modo di fare crescere e sviluppare l'economia del Sud. Peraltro, come ha ricordato l'economista prof Antonio Marzano, deputato di Forza Italia, presente alla settimana della Magna Grecia insieme agli onorevoli Antonio Martusciello pure di FI, il già citato Mario Tassone e Nicola Bono di AN ed al senatore siciliano Firrarello, il Brasile è diventato per l'Italia il più importante mercato del Sud America anche per la forte presenza italiana. Un paese dalle grandi diseguaglianze e contraddizioni e dalle molte opportunità, come hanno sostenuto nei diversi momenti della settimana gli esponenti brasiliani, un paese che vuole sviluppare la piccola e media industria (ce ne sono già oltre 400 mila) e sta anche riscoprendo la cooperazione soprattutto per fornire, ha detto l'assessore al lavoro di Rio Andrè Urani, nuovi strumenti di lavoro ai giovani delle favelas.
Per i giovani di origine italiana, che sono senza lavoro, una prospettiva l'ha offerta il presidente della Confartigianato italiana Ivano Spalanzani, che, intervenendo a Rio, ha rilanciato l'idea già anticipata in Italia, di un progetto di legge che consenta, attraverso incentivi (Spalanzani ha par- lato di un credito d'imposta per garantire un alloggio), il loro rientro in Italia nelle aree del Nord Est, dove il sistema produttivo ha bisogno di manodopera che non riesce a reperire nel sud d'Italia e che potrebbe viceversa trovare nelle aree del disagio sociale delle nostre comunità residenti in Brasile e negli altri paesi del Sud America. Mettendo nel carniere due piccioni con una sola fava: si dà una chance ai giovani d'origine italiana in difficoltà che guardano con grande interesse al nostro paese e, allo stesso tempo, si consente al sistema produttivo italiano in una fase di forte crescita di risolvere i suoi problemi senza dovere ricorrere ai bacini del disagio extracomunitario. Un cenno a parte merita il progetto Ritorno, che l'associazione Magna Grecia ha elaborato qualche anno fa e che a Rio è stato illustrato da Giorgio Cuminatto.
Questo progetto, che coinvolge soprattutto le regioni e che si pone l'obiettivo di favorire i flussi turistici nelle zone d'origine dei circa 60 milioni di italiani sparsi nel mondo, ha suscitato grande interesse anche in Brasile da parte soprattutto dei tour operator, che ne hanno riconosciuto l'originalità e condiviso gli obiettivi. Dopo New York, Toronto e Buenos Aires, anche Rio de Janeiro ha confermato la validità di questa iniziativa dell'Associazione Magna Grecia, un'altra tappa importante del lungo viaggio che l'associazione, fondata 14 anni fa da Gino Gullace, un giornalista calabrese che aveva scelto l'America per il suo impegno professionale (per molti anni corrispondente da New York per i periodici Rizzoli), ha intrapreso nel mondo anche per restituire l'orgoglio delle proprie radici all'altra Italia, soprattutto ai tanti Sud sparsi nel mondo. E'una strada che finalmente anche il governo italiano sembra intenzionato a percorrere, con una nuova politica nei confronti delle comunità italiane nel mondo. Una prima verifica di questa inversione di rotta sarà presto possibile con la grande conferenza degli italiani nel mondo in programma a Roma a dicembre.
di Enzo Arcuri
Questo viaggio a ritroso a riscoprire le radici antiche della propria etnia per riconciliarsi, spesso dopo molti decenni, con il paese d'origine e riallacciare un legame che rischiava e comunque continua a rischiare di spezzarsi, è stato possibile grazie all'Associazione Internazionale della Magna Grecia che a Rio de Janeiro ha tenuto, dopo New York, Toronto e Buenos Aires, la sua quarta settimana di incontri e seminari. Si è parlato di Magna Grecia, naturalmente, ma anche di relazioni istituzionali, di rapporti economici, di turismo e di previdenza sociale. Un seminario è stato dedicato proprio al tema delle pensioni con l'intervento del presidente e del direttore generale dell'INPS, Massimo Paci e Fabio Trizzino (ed è stata la prima volta vive oggi in difficoltà), che, salvo poche eccezioni, non parla né comprende l'italiano perché il nostro paese ha fatto assai poco per salvaguardare la lingua madre, che soltanto di recente, dopo la visita del presidente Ciampi, ha finalmente avuto segni di interesse e di attenzione da parte italiana.
Tanto che, hanno precisato al consolato generale d'Italia a Rio, giacciono presso i nostri uffici consolari 14 milioni di richieste per il riconoscimento della cittadinanza italiana, una montagna di domande che gli uffici, appena sei consolati in tutto il Brasile con comunità italiane che distano anche seimila chilometri dal consolato più vicino, fanno fatica a istruire. Questo del potenziamento delle nostre sedi diplomatiche è stato uno dei temi più ricorrenti negli interventi dei rappresentanti delle nostre comunità. Corrado Bosco, che fa parte del consiglio generale degli italiani all'estero, ha ricordato fra l'altro che i nostri connazionali, per ritirare in consolato il passaporto, devono fare anche fino a due ore di volo. E' un' esigenza che ha riconosciuto e condiviso il nuovo ambasciatore d'Italia a Brasilia, Vincenzo Petrone, che, intervenendo a Rio alla settimana della Magna Grecia, alla sua prima apparizione pubblica in Brasile, ha fatto del potenziamento della nostra rete consolare in Brasile uno degli obiettivi del suo mandato. Il diplomatico che ha parlato con linguaggio schietto, fuori da ogni metafora, ha anche sostenuto l'esigenza di colmare il deficit informativo e di conoscenza fra l'Italia ed il Brasile con un programma organico di iniziative attraverso il coinvolgimento massiccio soprattutto delle regioni e degli enti locali del Sud. Regioni ed enti territoriali che, tuttavia, non hanno raccolto questa volta l'invito dell'Associazione Internazionale Magna Grecia ed hanno sprecato una preziosa occasione per un contatto diretto con le diverse comunità regionali, molto interessate a rilanciare e rivitalizzare i rapporti anche economici con le proprie regioni d'origine.
Era presente solo una delegazione della regione Lazio e della provincia di Roma, che hanno fatto buona semina nell'interesse dei propri territori, mentre il consiglio provinciale di Potenza è stato rappresentato dal consigliere dello Sdi, Vito Bochicchio, e dalla Calabria è arrivato soltanto il consigliere regionale del CDU Franco Pilieci insieme con l'onorevole Mario Tassone. Con grande disappunto del presidente dell' associazione Nino Foti che invece punta proprio sulle regioni e sugli enti territoriali del Mezzogiorno per rilanciare i valori della cultura magnogreca e rianno dare i legami di appartenenza con le tante comunità che vivono all'estero, legami che rischiano, invece, di spezzarsi se non si stabiliscono corretti e rinnovati rapporti di reciproco interesse. Un terreno assai fertile, sostiene Fori, soprattutto per le regioni meridionali in un periodo in cui si tenta in ogni modo di fare crescere e sviluppare l'economia del Sud. Peraltro, come ha ricordato l'economista prof Antonio Marzano, deputato di Forza Italia, presente alla settimana della Magna Grecia insieme agli onorevoli Antonio Martusciello pure di FI, il già citato Mario Tassone e Nicola Bono di AN ed al senatore siciliano Firrarello, il Brasile è diventato per l'Italia il più importante mercato del Sud America anche per la forte presenza italiana. Un paese dalle grandi diseguaglianze e contraddizioni e dalle molte opportunità, come hanno sostenuto nei diversi momenti della settimana gli esponenti brasiliani, un paese che vuole sviluppare la piccola e media industria (ce ne sono già oltre 400 mila) e sta anche riscoprendo la cooperazione soprattutto per fornire, ha detto l'assessore al lavoro di Rio Andrè Urani, nuovi strumenti di lavoro ai giovani delle favelas.
Per i giovani di origine italiana, che sono senza lavoro, una prospettiva l'ha offerta il presidente della Confartigianato italiana Ivano Spalanzani, che, intervenendo a Rio, ha rilanciato l'idea già anticipata in Italia, di un progetto di legge che consenta, attraverso incentivi (Spalanzani ha par- lato di un credito d'imposta per garantire un alloggio), il loro rientro in Italia nelle aree del Nord Est, dove il sistema produttivo ha bisogno di manodopera che non riesce a reperire nel sud d'Italia e che potrebbe viceversa trovare nelle aree del disagio sociale delle nostre comunità residenti in Brasile e negli altri paesi del Sud America. Mettendo nel carniere due piccioni con una sola fava: si dà una chance ai giovani d'origine italiana in difficoltà che guardano con grande interesse al nostro paese e, allo stesso tempo, si consente al sistema produttivo italiano in una fase di forte crescita di risolvere i suoi problemi senza dovere ricorrere ai bacini del disagio extracomunitario. Un cenno a parte merita il progetto Ritorno, che l'associazione Magna Grecia ha elaborato qualche anno fa e che a Rio è stato illustrato da Giorgio Cuminatto.
Questo progetto, che coinvolge soprattutto le regioni e che si pone l'obiettivo di favorire i flussi turistici nelle zone d'origine dei circa 60 milioni di italiani sparsi nel mondo, ha suscitato grande interesse anche in Brasile da parte soprattutto dei tour operator, che ne hanno riconosciuto l'originalità e condiviso gli obiettivi. Dopo New York, Toronto e Buenos Aires, anche Rio de Janeiro ha confermato la validità di questa iniziativa dell'Associazione Magna Grecia, un'altra tappa importante del lungo viaggio che l'associazione, fondata 14 anni fa da Gino Gullace, un giornalista calabrese che aveva scelto l'America per il suo impegno professionale (per molti anni corrispondente da New York per i periodici Rizzoli), ha intrapreso nel mondo anche per restituire l'orgoglio delle proprie radici all'altra Italia, soprattutto ai tanti Sud sparsi nel mondo. E'una strada che finalmente anche il governo italiano sembra intenzionato a percorrere, con una nuova politica nei confronti delle comunità italiane nel mondo. Una prima verifica di questa inversione di rotta sarà presto possibile con la grande conferenza degli italiani nel mondo in programma a Roma a dicembre.
di Enzo Arcuri



