Dalla Magna Grecia alle favelas di Rio


La sala delle riunioni all'Istituto Italiano di cultura, nell'edificio della Casa d'Italia, a Rio de Janeiro, ospita il pubblico delle grandi occasioni per la giornata di apertura della quarta Settimana della Magna Grecia. C'è al completo la delegazione italiana che l'Associazione Internazionale Magna Grecia ha invitato nella metropoli brasiliana e c'è soprattutto una larga rappresentanza della numerosa comunità italiana dello stato di Rio. Condotta e coordinata dal direttore del nostro Magazine Enzo Arcuri, la giornata inaugurale della Settimana della Magna Grecia si svolge in due tempi, il primo dedicato ai saluti e l'altro occupato dal dibattito sulle relazioni istituzionali. Oltre al presidente dell'Associazione Magna Grecia, Nino Foti (di cui diamo conto a parte), parlano le autorità diplomatiche, l'incaricato di affari dell'Ambasciata Italiana in Brasile Guglielmo Ardizzone ed il console generale a Rio Leonardo Bencini, che sottolineano l'importanza del contributo italiano allo sviluppo del Brasile ed il ruolo della comunità di origine italiana nella vita economica, sociale e culturale del grande paese sudamericano. Inter viene anche il direttore dell'Istituto Italiano di cultura Pieraugusto Petacco, che fra l'altro giudica irrinunciabile approfondire la conoscenza reciproca anche per potere perseguire tutte le sinergie possibili.

A portare il saluto del sindaco di Rio, Conde, in quei giorni impegnato nella campagna elettorale per il ballottaggio (che ha poi perso), è l'assessore ai lavori pubblici della municipalità carioca, Andrè Urani, figlio di piemontesi che ha scelto di restare in Brasile e che si sofferma sugli interventi programmati  dall'amministrazione comunale per il risanamento delle favelas, grandi concentrazioni urbane che vivono in condizioni di grave degrado, per le quali la municipalità ha investito un miliardo di dollari. Urani ricorda la partecipazione e la collaborazione di enti italiani in quest' opera di bonifica e afferma di guardare con interesse ad alcuni strumenti messi in atto in Italia, quali i patti territoriali, le agenzie di sviluppo e la cooperazione, per potere sviluppare in seno alle favelas la micro imprenditorialità. Il dibattito sulle relazioni istituzionali, in parte introdotto dal discorso di Urani, entra nel vivo con gli interventi di Arduino Monti, presidente del Cornites di Rio, e di Corrado Bosco, che rappresenta il Brasile nel consiglio generale degli italiani all'estero. Entrambi sono molto critici sulle presenza delle strutture consolari italiane in Brasile. Monti, nel rilevare che la comunità italiana contribuisce alla formazione del prodotto interno loro del Brasile per il 36 per cento, ricorda che i consolati italiani sono appena sei, che c'è un solo ufficio dell'ICE e che l'istituto italiano di cultura di Rio è una sede staccata di quello di S. Paolo. Bosco, dal canto suo, aggiunge altre e più pesanti pennellate critiche, denunciando le molte difficoltà dei nostri connazionali anche soltanto per contattare i nostri uffici consolari e soprattutto l'inadeguatezza delle risorse anche finanziarie messe a disposizione delle comunità italiane del Sud America.

Bosco non risparmia le sue critiche anche alle regioni, soprattutto quelle meridionali da cui proviene la maggior parte degli italiani che vivono in Brasile, per l'approssimazione e l'episodicità dei loro rapporti con le nostre comunità, a cominciare dalla sua regione d'origine, la Calabria, della quale è anche consultore per lo stato di Rio. L'intervento dei due rappresentanti della comunità italiana trova subito un'eco negli interventi di due parlamentari italiani presenti a Rio, l'onorevole Nicola Bono, presidente del comitato parlamentare per la programmazione e il riequilibrio economico territoriale, e l'onorevole Mario Tassone, presidente del comitato parlamentare per l'innovazione tecnologica. Tassone, provocatoriamente, propone la cancellazione della stessa rete consolare se non si pone mano subito al suo potenziamento e tuttavia sottolinea che i rapporti fra l'Italia e le sue comunità all'estero devono essere fortemente connotati dai valori culturali anche per garantire al nostro paese una maggiore visibilità ed un ruolo più incisivo. Bono, dal canto suo, sostiene la necessità di adeguare la politica estera e l'operatività delle nostre sedi diplomatiche alle nuove esigenze della globalizzazione e della competizione internazionale.

A giudizio del parlamentare italiano l'Italia ha bisogno di una politica diplomatica più aggressiva, al pari di quella di altri paesi anche europei, al fine di attrarre investimenti e capitali in aree e settori mirati. Bono che, riprendendo polemicamente il richiamo dell'assessore municipale di Rio ai patti territoriali, sostiene il fallimento di questi strumenti, sollecita, nel quadro di una nuova politica estera del nostro paese nei territori dove è rilevante la presenza italiana, come il Brasile, anche il coinvolgimento delle regioni sotto la regia e con strumenti di orientamento degli organismi governativi competenti. Ai rilievi critici del parlamentare di AN risponde il presidente dell'INPS, Paci, che, nel presentare il seminario sulle pensioni  in programma nel corso della settimana, difende le scelte del governo italiano di centro sinistra, ricordando i traguardi importanti raggiunti con il risanamento del bilancio pubblico e con l'ingresso dell'Italia nell' euro. Un altro intervento significativo di questa prima giornata è quello del presidente del consiglio provinciale di Roma, Alberto Pascucci, presente a Rio con una qualificata delegazione dell'ente. Pascucci ricorda le molte iniziative varate dall'amministrazione provinciale di Roma, che governa un territorio comprendente oltre alla capitale altri 119 comuni con una popolazione di cinque milioni di abitanti, per incentivare lo sviluppo territoriale. Queste iniziative programmate anche all' estero vogliono sviluppare una nuova politica di relazioni culturali e commerciali. La presenza a Rio è testimonianza di questa scelta strategica, che fa perno su una nuova attenzione verso le comunità italiane all'estero, che hanno costruito realtà importanti in tutti i campi e che sono i migliori ambasciatori del prodotto italiano. Per Pascucci è necessario un nuovo rinascimento italiano, che deve passare anche attraverso nuovi e più corretti rapporti con i nostri connazionali sparsi nel mondo.

Sono intervenuti:

Guglielmo Ardizzone, Incaricato d'Affari dell'Ambasciata d'Italia in Brasile

Leonardo Bencini, Console d'Italia a Rio de Janeiro

André Urani, Secretdrio Municipal do Trabalho da Prefeitura do Rio de [aneiro

Pier Augusto Petacco, Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro

Nino Foti, Presidente dell'Associazione Internazionale Magna Grecia Onlus

Nicola Bono, Presidente del Comitato Parlamentare per la Programmazione e il Riequilibrio Economico- Territoriale

Corrado Bosco, Consigliere del CGIE - Consiglio Generale degli Italiani all'Estero di Rio de [aneiro

Giuseppe Firrarello, Senatore della Repubblica Italiana
Antonio Martusciello, Componente della Commissione Parlamentare d'inchiesta sul Fenomeno della Mafia

Arduino Monti, Presidente COMITES

Massimo Paci, Presidente dell1NPS - Istituto Nazionale Previdenza Sociale

Alberto Pascucci, Presidente del Consiglio provinciale della Provincia di Roma

Mario Tassone, Presidente COPIT (Comitato Parlamentare per l'Innovazione Tecnologica)

josé Tavora, Deputato Estadual da Assembléia Legislativa do Estado do Rio de [aneiro

Sonia Ferreira Ferraz, del Consiglio Federale Amministratorio d'Impresa

Edialeda do Nascimento, medico, scrittrice

Ana Maria Vaz, Secrétaria Munìcipal de Cultura e Turismo de Valença

Andrea Ambra, Direttore dell1CE, sede di San Paolo

Edoardo Pacelli, Vice-presidente da Associaçao Cultural Italo-Brasileira do Rio de Janeiro.