Il Brasile guarda il modello industriale italiano


Come è ormai nella tradizione di questa iniziativa dell'Associazione Magna Grecia, che dei valori culturali non ha un concetto astratto ed attorno ad essi stimola la riflessione sui temi di più stretta attualità, la seconda giornata della settimana è occupata anche a Rio dal confronto sulle relazioni economiche.
Coordinato dal giornalista della redazione economica del Messaggero Guglielmo Quagliarotti, il dibattito è introdotto dal direttore dell'ufficio ICE del Brasile Andrea Ambra, il quale, ricordate le ultime vicende monetarie che hanno riguardato la moneta brasiliana, il real, prima ancorato al dollaro e l'anno scorso svalutato del 60 per cento, sottolinea la fase di forte espansione dell' economia brasiliana. Il Brasile, dice, ha una grande capacità produttiva ma è carente di tecnologie e di know - how. L’Italia sopperisce a questa carenza ed oggi si colloca al quarto posto fra i paesi esportatori, dopo Stati Uniti, Argentina (partner del Brasile nel Mercosul) e Germania. Il nostro paese è anche presente sul territorio brasiliano con grandi gruppi industriali e soprattutto con molte piccole e medie imprese, che possono svolgere un ruolo strategico per consolidare la presenza italiana nel grande paese sudarnericano. Peraltro, rileva il direttore dell'I CE, la politica brasiliana è orientata a sviluppare la media e piccola industria con l'obiettivo di ottenere gli stessi risultati raggiunti in Italia, imprenditorialità diffusa, un sistema produttivo flessibile, formazione e consolidamento di una classe media, in un paese caratterizzato da forti contraddizioni, grandi ricchezze da un lato e sacche di miseria e povertà dall' altro.

E di medie e piccole imprese parla il presidente della Confartigianato italiana Ivano Spalanzani, che, ricordate le cifre del settore dell' artigianato (un milione e 400mila aziende che danno lavoro a tre milioni e 200 mila persone e con un export visibile del 19 per cento del totale), sostiene che il Brasile può attingere al complesso di esperienze maturate in Italia, fra cui l'istituzione dell'Artigiancassa, prezioso strumento di credito agevolato alle imprese artigiane che hanno potuto acquisire macchinari e tecnologie. Spalanzani parla anche delle cooperative di garanzia e dei consorzi fido, strumenti che anche in Brasile potrebbero essere adottati per ottenere dalle banche fidejussioni anche venti volte superiori al fondo di garanzia versato dai soci. Per il presidente di Confartigianato è anche importante creare i distretti produttivi, aree attrezzate per gli insediamenti artigiani. Il sistema produttivo italiano, che per oltre il 90 per cento è fatto di piccole e medie aziende, ha questa peculiarità che anche paesi ad economia forte come gli Stati Uniti vogliono riprodurre. Spalanzani assicura la piena disponibilità dell'organizzazione che presiede a collaborare con il sistema imprenditoriale brasiliano, così come è stato già avviato l'anno scorso in Argentina in occasione della settimana della Magna Grecia, collaborazione, precisa, estesa anche all'esportazione, un'attività in crescente espansione anche in Italia dove sono stati già costituiti 350 consorzi per l'export che hanno consentito a molte piccole aziende di presentarsi con i loro prodotti sullo scenario internazionale.

Il presidente della Confartigianato affronta poi un tema di estremo interesse. Nei distretti industriali del Nord Est d'Italia c'è carenza di manodopera anche perché i giovani del Sud d'Italia non vogliono più emigrare. Ci sono quindi le condizioni, sostiene Spalanzani, perché nostri connazionali e loro discendenti possano ritornare in Italia, approfittando della congiuntura economica assai favorevole e divenendo protagonisti e benefici ari della crescita dell'economia italiana. E' necessario però che governo e parlamento varino un provvedimento di  legge che faciliti questo rientro con la creazione, per esempio, di un credito di imposta da destinare all'alloggio, facendo quindi in modo che la manodopera necessaria all'ulteriore sviluppo italiano provenga, se e fino a che è possibile, da comunità che hanno la nostra stessa cultura.

Il direttore dell'ENAIP Sardenha di Rio de Janeiro, Alberto Caschili, ha parlato dei due progetti che l'Ente sta gestendo in Brasile con fondi del Ministero del Lavoro italiano. Si chiamano Accademia d'impresa e hanno la durata di tre anni ciascuno: il primo è frequentato da venti giovani brasiliani in procinto di passare al terzo anno e l'altro da 28 giovani che hanno già concluso il primo anno. L'obiettivo dei corsi è quello di formare una classe di giovani imprenditori ad alto livello professionale, in grado di competere sul mercato e di costituire nel con tempo un punto di riferimento per imprenditori ed istituzioni italiani che vogliano avviare o espandere gli scambi commerciali con il Brasile. Per Caschili questa della formazione è una strada da percorrere fino in fondo anche per superare le forti diseguaglianze nella distribuzione del reddito in Brasile dove metà della popolazione è sotto la soglia della povertà. La comunità italiana non si sottrae al dramma della povertà presente nel paese, per cui sono auspicabili da parte del governo italiano interventi finanziari sempre più consistenti finalizzati alla formazione dei giovani d'origine italiana.

Sull'esigenza di moltiplicare gli sforzi nel campo della formazione si sofferma il consigliere regionale del Lazio Claudio Bucci, che ricorda gli strumenti formativi finanziati dalla regione Lazio con i fondi della legge 236 e dei programmi comunitari per le piccole e medie imprese sia per la formazione del personale che per quella imprenditoriale. Bucci afferma che la Regione Lazio intende venire incontro anche agli italiani che risiedono all'estero attraverso l'attuazione anche di corsi di formazione a distanza per favorire l'imprenditoria artigiana e mettere le piccole aziende nella condizione di sfruttare le molte opportunità offerta dalla new economy. Da parte brasiliana interviene, fra gli altri, il Consulente dell'assessore al lavoro del Municipio di Rio de Janeiro Luca Bonacini, il quale osserva che la metropoli brasiliana è la vetrina del Brasile, nel bene e nel male, la città delle spiagge di Copacabana e di Ipanema, del Cristo Redentore e del Pan di Zucchero ma anche la città delle favelas. La città, dice Bonacini, si è rimboccata le maniche ed ha messo in piedi un grande progetto sociale, "favelabairro", urbanizzare le favelas, portandovi l'elettricità, costruendo fognature ed acquedotti, creando servizi sociali. Si è dato così un importante segnale agli abitanti delle favelas, che hanno risposto positivamente diventando essi stessi protagonisti del loro destino.

Ai lavori di urbanizzazione avviati in 150 delle 601 favelas di Rio sono state accompagnate iniziative dirette a favorire l'occupazione. Rio, ricorda Bonacini, è stata la prima città del Brasile ad avere istituito un assessorato per le politiche del lavoro sia per incrementare l'occupazione sia per migliorare la qualità del lavoro. L'assessorato della municipalità ha lavorato e lavora per debellare l'analfabetismo e per favorire la formazione professionale. Sono state create agenzie di collocamento ed è stato istituito un fondo municipale per fornire una linea di credito a chi vuole creare piccole imprese e non può accedere alle linee di finanziamento tradizionale. Sono state anche allestite, all'interno delle favelas, 28 sale informatiche dotate di computer e stampanti per corsi di informatica e per servizi ai piccoli imprenditori.

Sono intervenuti:

 

Evandro Peçanha Alves, Direttore del SEBRA e Serviço de Apoio  às Micro e Pequenas Empresas no Estado do Rio de Janeiro
Andrea Ambra, Direttore dell1CE - Istituto per il Commercio  Estero, sede di San Paolo

Gianfranco Bafundi, Vice Presidente della Provincia di Roma
Tonino D'Annibale, Membro della Commissione Lavoro della Regione Lazio

Alberto Caschili, Direttore dell'ENAIP Sardenha di Rio de Janeiro

Antonio Marzano, Presidente della Commissione Bicamerale per la Riforma del Bilancio Statale

Ivano Spalanzani, Presidente della Confartigianato

Guglielmo Quagliarotti, Giornalista del ''Messaggero'' di Roma
Raffaele Di Luca, Presidente della Camera di Commercio ltalo- Brasiliana di Rio de Janeiro

Lysias A. Dantas Itapicurù, del Direttivo della FIRJAN - Federaçao das Industrias do Estado do Rio de Janeiro

Luca Bonacini, dell'OIT - Centro Internacional de Formaçao / Programa Del Net

Claudio Bucci, Presidente della Commissione Lavoro e Formazione Professionale della Regione Lazio