Nel pomeriggio del 16 ottobre si è svolta la Tavola Rotonda sul tema: Brasile-Italia, la storia comune - il Progetto Resgate "Barào do Rio Branco" coordinata dal Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro Pier Augusto Petacco. Egli ha ricordato che alcuni mesi orsono l'Istituto ha realizzato nel Museu Hist6rico Nacional di Rio una mostra dedicata ad Amerigo Vespucci - una delle iniziative per celebrare i 500 Anni della scoperta del Brasile - suscitando un interesse nei brasiliani di tutti i livelli, inclusi quelli istituzionali più alti, superiore alle aspettative. La mostra presentava tra l'altro la copia della mappa del 1502 (l'originale si trova nella Biblioteca di Modena) che riproduce la costa del Brasile - frutto della spedizione di Vespucci al servizio del Portogallo, effettuata due anni dopo la scoperta del paese da parte di Cabral. In mostra erano anche esposti alcuni libri che permisero all'Europa di conoscere le prime notizie sui popoli brasiliani, la flora e la fauna del territorio che si stava scoprendo. A novembre s'inaugurerà, sempre nel Museu Hist6rico Nacional di Rio una mostra dedicata alla "Lettera di Pero Vaz de Caminha".
Queste iniziative dimostrano come vi sia il grande interesse del Brasile a recuperare la sua memoria storica attraverso lo studio dei documenti conservati negli archivi europei che si riferiscono al Brasile. L’obiettivo del “Progetto Resgare" del Ministero della Cultura brasiliano è proprio quello d'espandere le frontiere della storiografia brasiliana riportando in patria - microfilmate - le fonti documentali della storia nazionale depositate negli archivi europei. Ciò consentirà la democratizzazione dell'accesso alle fonti storiche da parte dei ricercatori, i quali non dovranno più fare lunghi viaggi e restare a lungo assenti dal paese. Petacco ha quindi invitato la coordinatrice tecnica generale del progetto: dottoressa Esther Caldas Berroletti e la coordinatrice del progetto per l'Italia: professoressa Magda Maria Jaolino Torres a svolgere le loro relazioni (riassunte nel seguito). Esther Bertoletti ha delineato un excursus storico dei tentativi di ricerca delle fonti archivistiche relative al Brasile effettuati in passato all'estero, l'evolversi del Progetto Resgate negli ultimi sei anni, elencando i risultati già raggiunti relativamente ai documenti conservati nell'Arquivo Historico Ultramarino di Lisbona: 3 milioni di pagine mano scritte esaminate (per il 70% già in Brasile, microfilmate in 1700 bobine - attualmente in fase di duplicazione presso la Biblioteca Nacional di Rio per essere consegnate all'Archivio Nacional e agli archivi pubblici dei 25 stati brasiliani); la stampa dei primi due cataloghi - relativi alle capitanie di San Paolo e Espirito Santo - con schede-riassuntive di ogni documento, per favorire i ricercatori (anziché leggere 10.000 documenti, essi ne leggeranno solo 2.000 o 3.000, quelli che interessano le loro ricerche); l'inizio della costruzione di una "guida degli archivi" esistenti in Italia, Francia, Spagna e Olanda - che sarà pubblicata nel prossimo futuro - che dichiarano di possedere documentazione relativa all'America Latina, per stabilire quali possiedano documenti relativi al Brasile, perché gli studiosi sappiano almeno dove dirigersi per le loro ricerche. Appena saranno disponibili le risorse finanziarie necessarie inizierà negli archivi italiani - per primi quelli romani - un lavoro simile a quello svolto a Lisbona.
Il Progetto Resgate ha avuto una grande ripercussione in tutti i Paesi dove è stato divulgato perché per la prima volta un paese è impegnato - società civile e governo - a ricercare le proprie origini attraverso i documenti. Attraverso il Progetto Resgate/Italia si potranno conoscere meglio le reciproche influenze, conclude Bertolerti. Magda Torres - borsista del Governo Italiano nel '751'76 presso il Collegio Ghislieri di Pavia e nel '79 presso l'Università per Stranieri di Perugia - ha recentemente vissuto le difficoltà dello storico nel localizzare la documentazione relativa al Brasile coloniale avendo svolto approfondite ricerche presso numerosi archivi e biblioteche italiani - molti sono privati o appartengono a Ordini religiosi - per redarre la sua tesi di dottorato sul teatro gesuitico in Brasile nel secolo XVI. Ricevuto l'invito a partecipare al Progetto Resgate e recatasi dal Prefetto dell'Archivio Segreto Vaticano per ottenere un primo orientamento sulle ricerche iniziali da compiere, questi affermò che non esiste una lista completa degli archivi - privati e pubblici - di Roma. Le difficoltà di reperimento della documentazione derivano dalla non conoscenza della storia del Brasile, mentre alcuni archivi che pareva non possedessero documentazione relativa al paese si sono invece rivelati molto importanti.
Forse è per questo che la storiografia brasiliana - soprattutto quella del periodo coloniale secondo la Torres soffre del "complesso di Marco Polo"nel senso che di quando in quando uno studioso brasiliano si reca all'estero e al ritorno afferma: "ragazzi, ho visto!", descrivendo ciò che vide, meravigliando gli astan~i che quasi certamente non potranno avere un accesso diretto ai documenti. Da qui discende la grande importanza del Progetto Resgate, il quale è un progetto a due sensi, perché le nostre storie nazionali non si possono comprendere isolatamente, senza conoscere la documentazione coloniale: pertanto la documentazione depositata negli archivi italiani è importante per il Brasile ma lo è anche 'per gli storici italiani i quali si soffermano spesso solo sull'emigrazione italiana in Brasile della fine del !XX secolo/inizio del secolo :XX, dimenticando i grandi legami delle nostre storie sin dal secolo XVI (un italiano, Adorno, è stato uno dei fondatori della città di Rio). L'origine della Biblioteca Vallicelliana - una delle più importanti di Roma - è legato all'arrivo in città di un umanista portoghese, Aquiles Estàcio. Un grande storico brasiliano, Capistrano de Abreu, affermò che non esisterebbe la storia del Brasile se non si fosse scritta la storia della Compagnia di Gesù - il cui archivio generale è a Roma - la cui sperimentazione di metodi e procedimenti pedagogici in Portogallo e nelle colonie come il Brasile venne usata per la socializzazione delle classi dirigenti e dei contadini, in tutta Europa - ivi compresa l'Italia - fino
almeno al XVIII secolo. La Torres auspica che anche per l'Italia possa accadere quanto accaduto con il Portogallo, dove il Progetto Resgate si è sdoppiato nel Progetto Reincontro - avendo il Portogallo compreso l'importanza - per la sua storia - del lavoro di ricerca della documentazione riferita al Brasile. La Torres evidenzia infine che esistono già strumenti di ricerca che consentono l'immediata implementazione del Progetto Resgate quali, ad esempio, la Guida de//e fonti per la Storia dell'America Latina negli archivi della Santa Sede e negli archivi ecclesiastici d’Italia (del 1970) e la Guida per la Storia delle Nazioni (1976, sotto l'auspicio dell'Unesco), mentre i contatti presi con i direttori degli archivi e i loro funzionari hanno evidenziato la loro disponibilità a collaborare per la realizzazione del progetto, coscienti della sua importanza sia per il Brasile, sia per loro stessi. La prof.ssa Torres conclude affermando che esistono in Italia le condizioni per ottenere risultati simili a quelli di Lisbona.
Dopo aver rilevato come in Italia gli archivi siano "un mondo" difficile da penetrare per gli stessi ricercatori italiani, in quanto esiste una miriade di archivi importanti: degli antichi Stati italiani, unitari, del Vaticano, privati, Petacco introduce il Segretario alla Cultura dello Stato di Rio de Janeiro Adriano de Aquino il quale rileva come nella stessa ottica del Progetto Resgate possa essere visto il seminario che si svolgerà a Rio la settimana seguente denominato Rio-Roma Americana - Uniuersalismo come resistenza, che si propone di esaminare quali relazioni esistano tra la tradizione romana - la tradizione italiana - e la cultura brasiliana, e in quale forma si leghi a Paesi di giovane indipendenza, che si contrappongono alle culture dominanti, permeate dal mercato, considerato necessario per lo sviluppo di Paesi quali quelli africani e latino-americani. Il seminario di Rio, che segue il primo svoltosi a Roma, discuterà dell'Universalismo come forma di resistenza alla globalizzazione culturale anglosassonica. Saranno anche abbordati temi quali la Religione, il Diritto - sia costituzionale che internazionale e d'autore -, la Letteratura - trattando la possibilità della coesistenza delle due componenti della cultura brasiliana: l'africanità, sinora mal studiata, e la latinità, presente non solo nella lingua ma anche nella forma della produzione culturale che rende il paese idenrificabile-, e il Cinema - discutendo dell'immagine quale vettore fondamentale delle culture evolure, quelle affermate nel mercato, le avanguardie dell'industria culturale. Il seminario conterà, con la presenza di un Paese africano di cultura occidentale, il Senegal, e vedrà la presentazione anche del Progetto Resgate. Il Professor Petacco conclude la sessione rilevando come il tema introdotto da Aquino non sia disgiunto da quello del Progetto
Resgate: ambedue testimoniano una presa di coscienza dell'importanza delle relazioni tra la cultura italiana e qualla brasiliana, che deve però considerare anche gli apporti che le derivano da molti altri Paesi quali, ad esempio, il Senegal.



