L’ Associazione Internazionale Magna Grecia nasce nel 1986 con lo scopo di diffondere la cultura della Magna Grecia ma soprattutto di aiutare i nostri connazionali all' estero - di prima, seconda, terza e quarta generazione - a trovare le loro radici, a riacquistare piena coscienza di un'identità che li ha inconsapevolmente guidati nel migliorare loro stessi e nel contribuire allo sviluppo dei Paesi che li hanno ospitati. È indispensabile, al fine di non cadere nell'errore che molti commettono in Italia, tenere ben distinte tre diverse concezioni: gli italiani all'estero; gli italiani d'origine, l'italianità. Per l'ultima generazione di emigrati l'italianità si identifica con un sentimento di nostalgia, di desiderio di tornare, una pulsione del cuore che possiede solo chi si è allontanato dalla patria. Per coloro che appartengono alla seconda e terza generazione, invece, l'italianità costituisce un sentimento più profondo, che s'impernia intorno alle radici culturali e alla identificazione del ruolo che essi hanno e hanno avuto nei Paesi di cui ora sono cittadini.
È doveroso rivolgere un riconoscente plauso ai molti di loro, soprattutto quelli di prima generazione che non sono più con noi e che, assumendosi il rischio di partire per destinazioni sconosciute, si sono dimostrati molto più coraggiosi di coloro che sono rimasti. Sono partiti, sfuggendo alla miseria e alla fame dalle terre povere del Sud e non solo del Sud, sognando l'America intesa come Stati Uniti e trovandosi poi in Argentina o in Brasile, ma sempre con la stessa tenacia di trovare uno sbocco positivo per la propria esistenza ed un futuro migliore per i loro discendenti. Il fondatore e primo presidente dell'Associazione, il giornalista Gino Gullace, soleva ripetere che i territori che i Romani denominarono Magna Grecia furono per i Greci quello le Americhe furono per i nostri emigranti. Terre fertili, piene di opportunità e di promesse nelle quali fondare le speranza di un vita migliore. L'Associazione, con le sue limitate risorse di organizzazione senza finalità di lucro, mette in campo iniziative e strumenti - come la rivista "Magna Grecia Magazine", edita in tre lingue oltre l'italiano - attraverso i quali si propone di raggiungere gli italiani all'estero, in particolare quelli di loro che hanno perso - meglio dire non hanno mai avuto - la conoscenza della lingua italiana, affinché, pur se nella lingua del Paese di cui sono cittadini, prendano coscienza e conoscenza delle loro radici culturali e familiari e del ruolo che svolgono nel Paese in cui vivono. Se, poi, vorranno, potranno anche imparare l'italiano.
Negli Stati Uniti e in Canada, dove il processo d'integrazione è tradizionalmente molto più rapido e profondo che altrove, esiste il rischio concreto che entro un decennio gli oriundi di seconda e terza generazione perdano irreversibilmente la cognizione delle loro radici, se non intervengono iniziative istituzionali per evitare che si compia questo destino. In questo quadro un contributo che l'Associazione offre alla soluzione del problema è costituito dal "Progetto Ritorno", al quale sono dedicati i lavori della giornata di giovedì, che consiste nel promuovere flussi turistici sia degli italiani all' estero verso le loro terre d'origine per conoscerle e riscoprire, appunto, le radici, sia degli italiani, di quegli emigrati, verso i Paesi in cui i loro parenti, più o meno diretti, ora vivono e risiedono. Brasile e Italia hanno l'occasione propizia per assumersi l'impegno di sanare le inadempienze e le trascuratezze pregresse, intervenendo con azioni congiunte in tutti i settori. Nel annotare, con gratitudine, la qualificata partecipazione delle istituzioni e la presenza di varie amministrazioni locali, è doveroso rilevare che mentre alcune regioni del Nord Italia che peraltro, come sottolineato dal Console Bencini, contano rappresentanze esigue in Brasile - sono presenti e attive, gran parte delle regioni del Sud, da cui, invece, è venuto storicamente il maggior tributo all' emigrazione, non hanno rapporti stabili ed incisivi con le loro comunità, molto numerose, non investono, o peggio, investono male, non attuano iniziative di carattere commerciale, turistico e culturale.
L'auspicio è che questa manifestazione contribuisca a incentivare una presenza più efficace delle regioni ma anche l'attività governativa e quella parlamentare. A tale proposito ricordo l'iniziativa in atto, di cui si parlerà più in dettaglio domani, per la presentazione di un disegno di legge per favorire il rientro in Italia degli italiani d'origine onde sopperire alla mancanza di mano d'opera, in particolare nel Nord-Est, e farli quindi partecipi dello sviluppo di queste regioni e più in generale della patria dei loro padri.
di Nino Foti
È doveroso rivolgere un riconoscente plauso ai molti di loro, soprattutto quelli di prima generazione che non sono più con noi e che, assumendosi il rischio di partire per destinazioni sconosciute, si sono dimostrati molto più coraggiosi di coloro che sono rimasti. Sono partiti, sfuggendo alla miseria e alla fame dalle terre povere del Sud e non solo del Sud, sognando l'America intesa come Stati Uniti e trovandosi poi in Argentina o in Brasile, ma sempre con la stessa tenacia di trovare uno sbocco positivo per la propria esistenza ed un futuro migliore per i loro discendenti. Il fondatore e primo presidente dell'Associazione, il giornalista Gino Gullace, soleva ripetere che i territori che i Romani denominarono Magna Grecia furono per i Greci quello le Americhe furono per i nostri emigranti. Terre fertili, piene di opportunità e di promesse nelle quali fondare le speranza di un vita migliore. L'Associazione, con le sue limitate risorse di organizzazione senza finalità di lucro, mette in campo iniziative e strumenti - come la rivista "Magna Grecia Magazine", edita in tre lingue oltre l'italiano - attraverso i quali si propone di raggiungere gli italiani all'estero, in particolare quelli di loro che hanno perso - meglio dire non hanno mai avuto - la conoscenza della lingua italiana, affinché, pur se nella lingua del Paese di cui sono cittadini, prendano coscienza e conoscenza delle loro radici culturali e familiari e del ruolo che svolgono nel Paese in cui vivono. Se, poi, vorranno, potranno anche imparare l'italiano.
Negli Stati Uniti e in Canada, dove il processo d'integrazione è tradizionalmente molto più rapido e profondo che altrove, esiste il rischio concreto che entro un decennio gli oriundi di seconda e terza generazione perdano irreversibilmente la cognizione delle loro radici, se non intervengono iniziative istituzionali per evitare che si compia questo destino. In questo quadro un contributo che l'Associazione offre alla soluzione del problema è costituito dal "Progetto Ritorno", al quale sono dedicati i lavori della giornata di giovedì, che consiste nel promuovere flussi turistici sia degli italiani all' estero verso le loro terre d'origine per conoscerle e riscoprire, appunto, le radici, sia degli italiani, di quegli emigrati, verso i Paesi in cui i loro parenti, più o meno diretti, ora vivono e risiedono. Brasile e Italia hanno l'occasione propizia per assumersi l'impegno di sanare le inadempienze e le trascuratezze pregresse, intervenendo con azioni congiunte in tutti i settori. Nel annotare, con gratitudine, la qualificata partecipazione delle istituzioni e la presenza di varie amministrazioni locali, è doveroso rilevare che mentre alcune regioni del Nord Italia che peraltro, come sottolineato dal Console Bencini, contano rappresentanze esigue in Brasile - sono presenti e attive, gran parte delle regioni del Sud, da cui, invece, è venuto storicamente il maggior tributo all' emigrazione, non hanno rapporti stabili ed incisivi con le loro comunità, molto numerose, non investono, o peggio, investono male, non attuano iniziative di carattere commerciale, turistico e culturale.
L'auspicio è che questa manifestazione contribuisca a incentivare una presenza più efficace delle regioni ma anche l'attività governativa e quella parlamentare. A tale proposito ricordo l'iniziativa in atto, di cui si parlerà più in dettaglio domani, per la presentazione di un disegno di legge per favorire il rientro in Italia degli italiani d'origine onde sopperire alla mancanza di mano d'opera, in particolare nel Nord-Est, e farli quindi partecipi dello sviluppo di queste regioni e più in generale della patria dei loro padri.
di Nino Foti



