Order Sons of Italy

INTERVISTA A JOSEPH SCIAME, NUOVO PRESIDENTE DELL'OSIA, L'ORGANIZZAZIONE PIU' GRANDE DEGLI STATI UNITI PER UOMINI E DONNE DI DISCENDENZA ITALIANA. FONDATA NEL 1905, OGGI HA PIU' DI 600,000 SOCI E SOSTENITORI ED UNA RETE NAZIONALE DI 700 SUCCURSALI. TRA LE VARIE ORGANIZZAZIONI ITALO-AMERICANE, OSIA E' QUELLA CHE MAGGIORMENTE RAPPRESENTA GLI OLTRE 26 MILIONI Di CITTADINI ITALO-AMERICANI NEGLI STATI UNITI .
Quali sono gli obiettivi che Lei ha stabilito durante la sua presidenza a riguardo delle relazioni tra OSIA e l'Italia?
Uno degli obiettivi più importanti che ho stabilito per questo periodo biennale tra 2003-2005 è quello di collaborare con le varie Regioni in Italia. Come sapete l'Ordine dei Figli d'Italia in America è stato fondato nel 1905 nella città di New York. Da allora siamo cresciuti e diventati la prima organizzazione Italo-Americana con i nostri membri che ritrovano le loro radici in Italia. Quindi sembrerebbe appropriato per tutti noi in America impara¬re e rispettare le tradizioni, la cultura e la lingua dei nostri genitori e nonni che sono arrivati dal "Giardino d'Europa", l'Italia.
Quali sono le persone che intendete raggiungere con le vostre collaborazioni in Italia?
A mio parere esistono molte strategie per raggiungere vari potenziali collaboratori in Italia. Prima nelle zone locali, poi con le varie agenzie del governo e poi con altre persone interessate particolarmente alle attività commerciali. Per queste ragioni OSIA progetta di lavorare con rappresentanti in zone locali dove si possono creare alleanze per poi passa¬re alle regioni e provincie dove i rappresentati ufficiali vorranno saperne di più sui nostri programmi. Noi di OSIA vogliamo lavorare con le strutture della Pubblica Istruzione per promuovere la nostra cultura e la nostra lingua Italiana.
Quali sono i successi dell'OSIA considerando i 25 milioni di Italo-Americani che risiedono in America?
Innanzitutto sarei presuntuoso, essendo il presidente di una organizzazione nazionale di Italo-Americani, a pretendere di parlare per tutti i 25 milioni di Italo-Americani che hanno le loro radici in Italia. Nessuna singola organizzazione può parlare per tutti noi perché le nostre attività sono troppo varie. Confermo che OSIA sostiene degli incontri e varie attività con frequenza mensile. Questa frequenza pone la nostra organizzazione in una posizione differente dalle altre organizzazioni che si incontrano una volta l'anno. Noi siamo una organizzazione di base (grassroots) e siamo localmente presenti sul territorio. Tuttavia, sappiamo che OSIA ha funzionato molto bene dal 1905 nei paesi, nelle città e in tutti gli Stati d'America. Oggi, OSIA vanta una straordinaria reputazione di credibilità per le documentate opere di beneficenza ed imprese professionali che sostiene nelle varie comunità degli USA. Attraverso gli anni, questi successi hanno raggiunto livelli nazionali ed internazionali. OSIA ha sempre sostenuto programmi nel nostro paese e all'este¬ro. Tutto questo accentua la relazione tra l'Italia e gli USA ed anche le opportunità per promuovere la cultura e la lingua Italiana.
Può darci qualche esempio concreto sui vostri successi?
Certamente! Ne siamo molto fieri. Riguardando le nostre opere di beneficenza quest'anno alla nostra Conferenza Nazionale dell'agosto 2003, dove sono stato eletto, i nostri delegati hanno donato $250.000 all'American Cooley's Anemia Foundation. Questa Fondazione li investe in ricerche per curare la talassemia, una malattia che complica la vita a molti giovani. Molte persone di origine Mediterranea soffrono di questa malattia. Attraverso gli anni, abbiamo dotato circa $5.000.000 a questa fondazione. Abbiamo anche contribuito con milioni di dollari per aiutare le vittime di calamità naturali, come i terremoti in Campania, nel Friuli e nella Sicilia. Di recente, OSIA vanta di aver raccolto dei fondi per il College Board's Advanced Placement Tests (APT). L'APT contempla esami di livello universitario che vengono proposti agli studenti liceali e, per la prima volta, saranno condotti in lingua Italiana a partire dall'anno scolastico 2005-06. Questa iniziativa è estremamente importante per gli studenti liceali di tutti gli USA perchè permette loro di studiare l'Italiano al liceo e di guadagnare dei crediti universitari. Questa collaborazione si deve al supporto finanziario della Repubblica Italiana nella somma di $300.000, insieme al contributo di $200.000 proveniente da OSIA, NIAF e UNICO. La somma totale di $500.000 è stata sufficiente per coprire il costo dell'istruzione degli insegnanti d'Italiano.
Può darci delle notizie sulle celebrazioni del Centenario di OSIA?
Nel giugno del 2005, OSIA celebrerà il suo centenario nel quartiere di "Little Italy" nel cuore della città di New York. E' mio desiderio personale quello di inaugurare le celebrazioni qui in Italia durante la settimana del 26-30 aprile del 2004, con una visita a Roma. Saranno invitati personaggi noti nella comunità Italiana ed Italo-Americana insieme alla direzione dell'OSIA. Stiamo formando un gruppo di almeno 200 membri che arriveranno in Italia la settimana precedente per scoprire le loro radici al nord ed al sud. Altre organizzazioni Italo-Americane hanno comu¬nicato che parteciperanno al nostro gala che potrebbe avere luogo il 28 o il 29 aprile del 2004, a Roma. Contiamo molto sul supporto delle regioni e delle provincie Italiane per queste celebrazioni. Questa prima collaborazione di fratellanza sarà mirata ad amplificare i rapporti d'amicizia fra gli Italiani e gli Italo-Americani, con la speranza che a beneficiarne saranno anche gli scambi commerciali tra di loro. L'OSIA vorrebbe comunicare il proprio impegno per promuovere la cultura e la lingua Italiana come elementi necessari per poi collaborare nelle imprese economiche e creative tra l'Italia e la comunità Italo-Americana.
Quale soddisfazione personale prova come Italo-Americano da questa iniziativa, specialmente nella sua posizione di 30esimo Presidente dell'OSIA?
Parlo con orgoglio dei miei quattro immigranti che arrivar4ono dai villaggi di Prizzi, Palazzo Adriano e Sciacca, tutti in Sicilia, e la storia del loro arrivo in America. Gente che arrivò con grandi speranze e con la grande volontà di lavorare per il benessere e la dignità delle loro numerose famiglie. Questa storia degli Italo-Americani deve essere raccontata ai nostri fratelli Italiani. Noi Italo-Americani dobbiamo anche sapere cosa è successo in Italia durante gli ultimi cento anni. L'Italia di oggi è un Paese prosperoso e riconosciuto ai vertici del mondo. Noi Italo-Americani dobbiamo imparare ad apprezzare e rispettare la lingua e la cultura ricca di questo Paese. Come Presidente dell'OSIA, spero di informare gli Italiani sui nostri successi in America e di sviluppare dei forti legami di amicizia attraverso quei valori che condividiamo: la famiglia, il rispetto, la storia, la cultura e la lingua. Sono molto orgoglioso del mio patrimonio culturale anzi del nostro patrimonio e dico con felicità: "Sempre avanti: siamo tutti Figli d'Italia... anche noi Italo-Americani!”

Quali sono gli obiettivi che Lei ha stabilito durante la sua presidenza a riguardo delle relazioni tra OSIA e l'Italia?
Uno degli obiettivi più importanti che ho stabilito per questo periodo biennale tra 2003-2005 è quello di collaborare con le varie Regioni in Italia. Come sapete l'Ordine dei Figli d'Italia in America è stato fondato nel 1905 nella città di New York. Da allora siamo cresciuti e diventati la prima organizzazione Italo-Americana con i nostri membri che ritrovano le loro radici in Italia. Quindi sembrerebbe appropriato per tutti noi in America impara¬re e rispettare le tradizioni, la cultura e la lingua dei nostri genitori e nonni che sono arrivati dal "Giardino d'Europa", l'Italia.
Quali sono le persone che intendete raggiungere con le vostre collaborazioni in Italia?
A mio parere esistono molte strategie per raggiungere vari potenziali collaboratori in Italia. Prima nelle zone locali, poi con le varie agenzie del governo e poi con altre persone interessate particolarmente alle attività commerciali. Per queste ragioni OSIA progetta di lavorare con rappresentanti in zone locali dove si possono creare alleanze per poi passa¬re alle regioni e provincie dove i rappresentati ufficiali vorranno saperne di più sui nostri programmi. Noi di OSIA vogliamo lavorare con le strutture della Pubblica Istruzione per promuovere la nostra cultura e la nostra lingua Italiana.
Quali sono i successi dell'OSIA considerando i 25 milioni di Italo-Americani che risiedono in America?
Innanzitutto sarei presuntuoso, essendo il presidente di una organizzazione nazionale di Italo-Americani, a pretendere di parlare per tutti i 25 milioni di Italo-Americani che hanno le loro radici in Italia. Nessuna singola organizzazione può parlare per tutti noi perché le nostre attività sono troppo varie. Confermo che OSIA sostiene degli incontri e varie attività con frequenza mensile. Questa frequenza pone la nostra organizzazione in una posizione differente dalle altre organizzazioni che si incontrano una volta l'anno. Noi siamo una organizzazione di base (grassroots) e siamo localmente presenti sul territorio. Tuttavia, sappiamo che OSIA ha funzionato molto bene dal 1905 nei paesi, nelle città e in tutti gli Stati d'America. Oggi, OSIA vanta una straordinaria reputazione di credibilità per le documentate opere di beneficenza ed imprese professionali che sostiene nelle varie comunità degli USA. Attraverso gli anni, questi successi hanno raggiunto livelli nazionali ed internazionali. OSIA ha sempre sostenuto programmi nel nostro paese e all'este¬ro. Tutto questo accentua la relazione tra l'Italia e gli USA ed anche le opportunità per promuovere la cultura e la lingua Italiana.
Può darci qualche esempio concreto sui vostri successi?
Certamente! Ne siamo molto fieri. Riguardando le nostre opere di beneficenza quest'anno alla nostra Conferenza Nazionale dell'agosto 2003, dove sono stato eletto, i nostri delegati hanno donato $250.000 all'American Cooley's Anemia Foundation. Questa Fondazione li investe in ricerche per curare la talassemia, una malattia che complica la vita a molti giovani. Molte persone di origine Mediterranea soffrono di questa malattia. Attraverso gli anni, abbiamo dotato circa $5.000.000 a questa fondazione. Abbiamo anche contribuito con milioni di dollari per aiutare le vittime di calamità naturali, come i terremoti in Campania, nel Friuli e nella Sicilia. Di recente, OSIA vanta di aver raccolto dei fondi per il College Board's Advanced Placement Tests (APT). L'APT contempla esami di livello universitario che vengono proposti agli studenti liceali e, per la prima volta, saranno condotti in lingua Italiana a partire dall'anno scolastico 2005-06. Questa iniziativa è estremamente importante per gli studenti liceali di tutti gli USA perchè permette loro di studiare l'Italiano al liceo e di guadagnare dei crediti universitari. Questa collaborazione si deve al supporto finanziario della Repubblica Italiana nella somma di $300.000, insieme al contributo di $200.000 proveniente da OSIA, NIAF e UNICO. La somma totale di $500.000 è stata sufficiente per coprire il costo dell'istruzione degli insegnanti d'Italiano.
Può darci delle notizie sulle celebrazioni del Centenario di OSIA?
Nel giugno del 2005, OSIA celebrerà il suo centenario nel quartiere di "Little Italy" nel cuore della città di New York. E' mio desiderio personale quello di inaugurare le celebrazioni qui in Italia durante la settimana del 26-30 aprile del 2004, con una visita a Roma. Saranno invitati personaggi noti nella comunità Italiana ed Italo-Americana insieme alla direzione dell'OSIA. Stiamo formando un gruppo di almeno 200 membri che arriveranno in Italia la settimana precedente per scoprire le loro radici al nord ed al sud. Altre organizzazioni Italo-Americane hanno comu¬nicato che parteciperanno al nostro gala che potrebbe avere luogo il 28 o il 29 aprile del 2004, a Roma. Contiamo molto sul supporto delle regioni e delle provincie Italiane per queste celebrazioni. Questa prima collaborazione di fratellanza sarà mirata ad amplificare i rapporti d'amicizia fra gli Italiani e gli Italo-Americani, con la speranza che a beneficiarne saranno anche gli scambi commerciali tra di loro. L'OSIA vorrebbe comunicare il proprio impegno per promuovere la cultura e la lingua Italiana come elementi necessari per poi collaborare nelle imprese economiche e creative tra l'Italia e la comunità Italo-Americana.
Quale soddisfazione personale prova come Italo-Americano da questa iniziativa, specialmente nella sua posizione di 30esimo Presidente dell'OSIA?
Parlo con orgoglio dei miei quattro immigranti che arrivar4ono dai villaggi di Prizzi, Palazzo Adriano e Sciacca, tutti in Sicilia, e la storia del loro arrivo in America. Gente che arrivò con grandi speranze e con la grande volontà di lavorare per il benessere e la dignità delle loro numerose famiglie. Questa storia degli Italo-Americani deve essere raccontata ai nostri fratelli Italiani. Noi Italo-Americani dobbiamo anche sapere cosa è successo in Italia durante gli ultimi cento anni. L'Italia di oggi è un Paese prosperoso e riconosciuto ai vertici del mondo. Noi Italo-Americani dobbiamo imparare ad apprezzare e rispettare la lingua e la cultura ricca di questo Paese. Come Presidente dell'OSIA, spero di informare gli Italiani sui nostri successi in America e di sviluppare dei forti legami di amicizia attraverso quei valori che condividiamo: la famiglia, il rispetto, la storia, la cultura e la lingua. Sono molto orgoglioso del mio patrimonio culturale anzi del nostro patrimonio e dico con felicità: "Sempre avanti: siamo tutti Figli d'Italia... anche noi Italo-Americani!”




