Le pensioni degli italo-argentini


Negli ultimi anni le comunità italiane all'estero hanno fortemente rivendicato il diritto ad una pensione equa in virtù del legame con la madrepatria. Nell'accogliere tali istanze, con decreto del Ministero del Lavoro del dicembre 2003, i cittadini italiani residenti all'estero, riceveranno l'incremento della maggiorazione sociale indipendentemente dai requisiti di anzianità contributiva minima (10 anni), in costanza di rapporto di lavoro. L'incremento deve garantire un potere di acquisto equivalente a quello conseguito in Italia con 516,46 euro, tenuto conto del costo della vita nei Paesi di residenza. Per comprendere maggiormente la riforma in atto del sistema pensionistico abbiamo intervistato il Dr. Mauro Nori, presente durante la Settimana Italiana della Magna Grecia a Buenos Aires come rappresentante dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Perché si é deciso di adottare il parametro del costo della vita invece del cambio valuta?


Per le finalità che la norma sulle prestazioni assistenziali all'estero vuole assicurare, il parametro relativo al costo della vita è un indicatore più affidabile rispetto a quello del cambio, in quanto la fluttuazione dei cambi è influenzata anche da fattori esogeni, ad esempio a carattere speculativo, che non sempre rispecchiano il tenore di vita di un Paese.

Non pensa che il diverso trattamento monetario dei cittadini italiani residenti in Italia e all'estero, sia fonte di discriminazione?


Anzitutto è bene precisare che tra i pensionati residenti in Italia e quelli all'estero non vi è discriminazione sotto il profilo del trattamento, in quanto la misura massima della maggiorazione sociale, pari a 123 euro, è identica in Italia come all'estero. Inoltre, è di tutta evidenza che il potere di acquisto garantito nei Paesi economicamente meno sviluppati, a parità di prestazione, è sicuramente più elevato del potere di acquisto dei Paesi economicamente più avanzati.

Quali le garanzie future a tutela del diritto alla pensione per i cittadini italiani residenti all'estero?


Per quanto attiene alla tutela delle prestazioni pensionistiche per i residenti all'estero non vedo differenze di prospettiva con quelle dei residenti in Italia.
Per ciò che riguarda le prestazioni a carattere assistenziale la garanzia è strettamente legata ad un efficace e rigoroso sistema di accertamento delle condizioni reddituali dei nostri pensionati residenti all'estero. A tal riguardo, è utile ricordare che nella seconda metà del 2003, l'INPS ha avviato un accertamento reddituale per oltre 200.000 pensionati che beneficiavano di prestazioni assistenziali, in oltre 40 Paesi del mondo.
Tale operazione ha beneficiato di tecnologie all'avanguardia che attraverso la collaborazione degli organismi di patronato e della rete consolare ha consentito di trasmettere in tempo reale, a mezzo INTERNET, circa 180.000 dichiarazioni reddituali da tutto il mondo.

di Alessandro Catelli