L’economia del sud, per un mezzogiorno più competitivo ci sono le risorse.


II Sud d'Italia sta rapidamente cambiando e in meglio; c'è una voglia di uscire dai vecchi schemi del passato, da un'economia che si muoveva solo in forza d'interventi statali a pioggia. L'economia dei mezzogiorno sta perdendo la sua tradizionale rigidità. Come rileva anche il rapporto SVIMEZ 2003 '1a crescita dell'occupazione costituisce senza dubbi uno degli aspetti più significativi dell'andamento economico meridionale" degli ultimi anni. Obiettivo, questo, raggiunto grazie ad un contenimento del costo dei lavoro, ad una sua maggiore flessibilità, agli sgravi fiscali contributivi per i nuovi assunti e non per ultima la riforma Biagi.

Rimane, tuttavia, ancora considerevole il divario tra il Mezzogiorno ed il Centro-Nord: nell'aprile 2003 quest'ultimo registrava un tasso di disoccupazione pari al 4,5% contro una media del 18,2% al Sud (25% in Calabria). Ciò si è tradotto in un disagio sociale, che ha raggiunto in alcuni casi la soglia della povertà, un disagio avvertito soprattutto dai giovani che aspettano un'opportunità per mettersi in gioco ed investire la propria formazione nello sviluppo del mezzogiorno; affermatisi con successo negli ultimi anni nelle migliori università italiane sono spesso costretti per necessità a cercare lavoro altrove.

Il divario, prevalentemente strutturale, è più sentito nei settori dell'energia, acqua, trasporti e comunicazioni che rappresentano settori trainanti dello sviluppo di un Paese. Si rende dunque necessario attuare una strategia d'insieme che assicuri nel lungo periodo uno sviluppo costante ed armonioso, una politica nazionale che si integri con quella regionale e comunitaria attraverso una gestione razionale dei fondi strutturali per le aree del Sud.

Come sottolineato più volte rimane senza dubbio di primaria importanza rafforzare il coordinamento tra imprese, ricerca e formazione e così facendo investire ed attrarre capitali dall'estero, promuovendo le imprese italiane attraverso, ad esempio, l'attuazione dei contratti di localizzazione, gestiti dal Ministero delle Attività Produttive e promossi da Sviluppo Italia. Ci sono oggi risorse umane più preparate, pronte per riscattare l'orgoglio delle proprie origini puntando ad un Mezzogiorno non semplicemente costretto nei confini nazionali, ma in grado di essere più competitivo, capace di orientarsi verso i mercati internazionali grazie ad un maggiore ottimismo, alla gestione più efficace delle proprie risorse e all'intraprendenza, professionalità e creatività dei suoi protagonisti.