Pantalica
Il patrimonio culturale dell'umanità può trasformarsi in occasione di crescita economica
L'iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco del Sito "Siracusa e le Necropoli rupestri di Pantalica", pone all'attenzione mondiale il capoluogo Aretuseo e un luogo, Pantalica, legato alle origini della civiltà che si sviluppò nella Sicilia Orientale. Pantalica è infatti il luogo dell'incontro fra gli autoctoni Siculi e i Greci che venivano a insediarsi in Sicilia. L'intensa simbologia che questo sito ci trasmette ha, quindi, valore universale in quanto testimone di incontro, collaborazione e sviluppo fra due etnie certamente differenti. Pantalica, allora, offre al visitatore non solo la visione delle meravigliose sistemazioni rupestri delle tombe a cono, ma gli dà anche la possibilità, all'interno di un paesaggio naturale, pressoché intatto, di riandare indietro con la memoria alla nascita della civiltà greca, che costituisce una delle colonne portanti della cultura occidentale. Molteplici sono quindi i richiami ed i rimandi perché Pantalica possa diventare una meta privilegiata del turismo internazionale, a condizione che tutti coloro che ne hanno la responsabilità, sappiano cogliere la grande occasione che l'Unesco dà, ponendo il territorio all'attenzione mondiale.
L'inserimento di un sito nella Lista determina oggettivamente condizioni di crescita economica e occupazionale per le popolazioni locali. I beni del patrimonio mondiale, in quanto luoghi privilegiati d'insediamento di attività culturali, hanno intrinseche potenzialità, specie nel settore del Turismo-Culturale, che va opportunamente organizzato attraverso un sistema integrato di servizi e altrettanto idonee politiche dell'accoglienza. Il riconoscimento Unesco è quindi un'occasione unica per porre in essere una nuova strategia di sviluppo, che partendo dall'adozione del Piano di Gestione, "metta a sistema" tutte le realtà produttive del territorio.
Per attuare questa metodologia, lo strumento è il "Sistema Turistico Locale" o, come preferisce definirlo la Regione Siciliana, il "Distretto Culturale", la cui funzione è di dare attuazione ad una virtuosa sinergia tra soggetti pubblici e investitori privati, al fine di realizzare quelle essenziali strutture, infrastrutture e servizi, in grado di attuare politiche di sviluppo sostenibile, fondato sul corretto utilizzo del patrimonio culturale, materiale e immateriale. Non solo, quindi, le formidabili pietre di Pantalica, ma anche le tradizioni popolari, l'artigianato artistico e tipico, i prodotti eno-gastronomici e tutto quanto ancora costituisce elementi di specificità e originalità di un territorio votato al Turismo Culturale e, quindi, capace di vincere la sfida della competitività.
L'inserimento di un sito nella Lista determina oggettivamente condizioni di crescita economica e occupazionale per le popolazioni locali. I beni del patrimonio mondiale, in quanto luoghi privilegiati d'insediamento di attività culturali, hanno intrinseche potenzialità, specie nel settore del Turismo-Culturale, che va opportunamente organizzato attraverso un sistema integrato di servizi e altrettanto idonee politiche dell'accoglienza. Il riconoscimento Unesco è quindi un'occasione unica per porre in essere una nuova strategia di sviluppo, che partendo dall'adozione del Piano di Gestione, "metta a sistema" tutte le realtà produttive del territorio. Per attuare questa metodologia, lo strumento è il "Sistema Turistico Locale" o, come preferisce definirlo la Regione Siciliana, il "Distretto Culturale", la cui funzione è di dare attuazione ad una virtuosa sinergia tra soggetti pubblici e investitori privati, al fine di realizzare quelle essenziali strutture, infrastrutture e servizi, in grado di attuare politiche di sviluppo sostenibile, fondato sul corretto utilizzo del patrimonio culturale, materiale e immateriale. Non solo, quindi, le formidabili pietre di Pantalica, ma anche le tradizioni popolari, l'artigianato artistico e tipico, i prodotti eno-gastronomici e tutto quanto ancora costituisce elementi di specificità e originalità di un territorio votato al Turismo Culturale e, quindi, capace di vincere la sfida della competitività.
Di Nicola Bono



