Eschilo

Eschilo fu uno dei grandissimi autori tragici del mondo greco. Solo 7 tragedie integre ed alcuni frammenti di altre, è quanto rimane delle 90 opere scritte da lui e che gli valsero ben 13 vittorie in altrettante gare di rappresentazione teatrali, a fama imperitura.
Nato vicino Atene, visse in un periodo di radicali trasformazioni: prima il passaggio dalla tirannide dei Pisistratidi alla democrazia di Clistene, poi il conflitto nazionale greco-persiano e, infine, il deciso avvio di Atene a diventare la massima potenza greca.
Combatté personalmente prima a Maratona con Milziade (490 a. C.) contro l'esercito di Dario e. poi, dieci anni dopo, a Salamina con Temistocle (480 a. C.) contro i persiani di Serre, successore di Dario. Appartenne, cioè, a quella generazione che, con il proprio valore, fece grande la Grecia.
Gli avvenimenti di cui fu protagonista e l'evolversi della riflessione razionale in Attica, gli fornirono l'occasione per ripensare con spirito nuovo le problematiche politiche ed esistenziali dell'uomo, superando le arcaiche e mitiche credenze.
Si recò due volte in Sicilia presso la corte di Ierone di Siracusa: la prima volta per celebrare la fondazione della città di Etna (476 a. C.) e in quell'occasione scrisse Le Etnee o Le donne di Etna, dramma andato perduto; la seconda volta per allontanarsi dal pubblico ateniese verso il quale nutriva vivi risentimenti dopo la rappresentazione dell'Orestea. Fu in questo secondo soggiorno che Eschilo vide rappresentati, nel teatro di Siracusa, i suoi Prometeo incatenato e Prometeo liberato. Da Siracusa passò a Gela ove si spense nel 456 a. C., dopo avervi soggiornato diversi anni e aver scritto il proprio epitaffio tombale: "Eschilo, figlio di Euforione, ateniese, morto a Gela ricca di messi, questo sepolcro accoglie".
Nato vicino Atene, visse in un periodo di radicali trasformazioni: prima il passaggio dalla tirannide dei Pisistratidi alla democrazia di Clistene, poi il conflitto nazionale greco-persiano e, infine, il deciso avvio di Atene a diventare la massima potenza greca.
Combatté personalmente prima a Maratona con Milziade (490 a. C.) contro l'esercito di Dario e. poi, dieci anni dopo, a Salamina con Temistocle (480 a. C.) contro i persiani di Serre, successore di Dario. Appartenne, cioè, a quella generazione che, con il proprio valore, fece grande la Grecia.
Gli avvenimenti di cui fu protagonista e l'evolversi della riflessione razionale in Attica, gli fornirono l'occasione per ripensare con spirito nuovo le problematiche politiche ed esistenziali dell'uomo, superando le arcaiche e mitiche credenze.
Si recò due volte in Sicilia presso la corte di Ierone di Siracusa: la prima volta per celebrare la fondazione della città di Etna (476 a. C.) e in quell'occasione scrisse Le Etnee o Le donne di Etna, dramma andato perduto; la seconda volta per allontanarsi dal pubblico ateniese verso il quale nutriva vivi risentimenti dopo la rappresentazione dell'Orestea. Fu in questo secondo soggiorno che Eschilo vide rappresentati, nel teatro di Siracusa, i suoi Prometeo incatenato e Prometeo liberato. Da Siracusa passò a Gela ove si spense nel 456 a. C., dopo avervi soggiornato diversi anni e aver scritto il proprio epitaffio tombale: "Eschilo, figlio di Euforione, ateniese, morto a Gela ricca di messi, questo sepolcro accoglie".



