Il “nipote d’America” in Italia, alla scoperta delle radici


Paul David Pope vuole raccontare in un libro la saga della sua famiglia per fame anche una riduzione cinematografica. Il nonno emigrò a N. Y agli inizi del 900 dalla provincia di Benevento.


L'associazione Internazionale Magna Grecia,il 20 giugno 2001, ha conferito a Paul David Pope il premio speciale "Magna Grecia".
Per lui è stato quasi un pellegrinaggio, un viaggio della memoria alla ricerca delle proprie radici, una forte sca­rica di adrenalina tante sono state le emozioni nel visitare i luoghi in cui è nato ed ha vissuto l'infanzia e la prima ado­lescenza il nonno, una figura eminente della comunità italia­na d'America, una forte personalità che dal nulla ha costrui­to un impero economico e finanziario.

Paul David Pope è un italo — americano di terza generazione che non ha perso l'orgoglio delle proprie radici e che poco più che trentenne ha preso un aereo ed è volato in Italia nel ricor­do del nonno, Generoso Pope, che lui non ha conosciuto e che ha amato, apprezzato e mitizzato attraverso i racconti di suo padre, anche lui di nome Generoso, divenuto poi Gene Pope Jr. E' stato Gene a raccontargli l'incredibile saga di quest'uomo straordinario, sbarcato a New York agli inizi del secolo scorso, nel 1906, quando aveva appena 15 anni, proveniente da un piecolo paese della provincia di Benevento.

E sono stati questi racconti a suggerirgli di scrivere un libro sulla storia della sua famiglia, ricavandone anche una sceneggiatura per il grande pubblico del cinema e della televisione. Questo viaggio della memoria nel beneventano, a Pasquarielli, dove il nonno è nato nel 1891 in una famiglia di agricoltori, a Terranova ed Arpai­se, gli altri due paesi dove Generoso che si chiamava Papa, tra­sformato poi negli States in Pope, ha trascorso gli anni della sua formazione, gli è servito anche a raccogliere nuovo mate­riale per questo suo impegno letterario e cinematografico.

E' davvero sorprendente e leggendaria la storia del nonno di Paul David Pope, di questo piccolo uomo del sud d'Italia, arrivato, appena quindicenne, a New York, con solo dieci dollari in tasca, nessuna conoscenza della lingua, dotato sol­tanto di una forte determinazione e di una gran voglia di lavorare. Trova subito lavoro nel cantiere dove si costruisce il tunnel dell'East River per la ferrovia della Pennsylvania, per tre dollari alla settimana porta l'acqua agli uomini che costruiscono il tunnel. Per cinque anni, fino al 1911, lavora nei cantieri e nelle cave di sabbia, poi viene assunto alla Colonial Sand and Stone Co., una compagnia mineraria appena fondata e che, cinque anni più tardi, rischia il falli­mento. L'emigrato di Pasquarielli, divenuto, nel frattempo, sovrintendente, si fa avanti, l' audacia ed il gusto del rischio non gli mancano, convince proprietari e creditoria dargli una chance, si fa carico dei debiti, lavora sodo, nel giro di due anni la compagnia non solo è salva ma amplia sensibil­mente la sua attività. Generoso Papa ne diventa presidente e dieci anni dopo, nel 26, la compagnia rileva la maggior parte delle più importanti concessione di vendita di New York.

Generoso, che intanto cambia il suo nome da Papa in Pope ed aveva sposato un'immigrata italiana Catherine Richichi, diventando padre di tre bambini, Fortune, Anthony e Gene­roso Jr, è ormai uno dei più influenti uomini di New York. A 37 anni ha un patrimonio miliardario, la sua compagnia, la Colonial, diventa la più grande azienda di sabbia e ghiaia del paese, che fornisce il cemento per molti grattacieli della metropoli statunitense, compreso il Rockfeller Center.

Dotato di un eccezionale fiuto per gli affari, Generoso Pope si lancia nell'avventura editoriale, acquista nel 29 il più dif­fuso quotidiano di lingua italiana, il Progresso Italo – Ame­ricano, ed estende il suo controllo su gran parte dei giornali italiani di New York e sul quotidiano di Filadelfia, L'Opinio­ne. Ai milioni di lettori d'origine italiana invia messaggi positivi incoraggiandoli ad imparare l'inglese, tenendo vivo, nello stesso tempo, l'orgoglio etnico. Nel 29 torna ad Arpai­se, sono giorni di grande festa, egli stesso inaugura la cen­trale elettrica che aveva finanziato e che da la luce al paese, un'iniziativa che gli procura le lodi di Benito Mussolini, di cui diventa un sostenitore.

Queste sue simpatie gli procure­ranno non pochi guai, tenteranno anche di ammazzarlo ma la lettera esplosiva scoppiera prima del tempo uccidendo due persone e ferendone altre quattro. Abbandonerà il duce quan­do gli USA entreranno in guerra e non esiterà a promuovere raccolta di fondi a sostegno dell'impegno bellico degli allea­ti, anche perché negli anni 40 sarà spesso ospite della Casa Bianca, ascoltato consulente di Roosevelt e Truman.

Fervente cattolico ha buoni rapporti con la Santa Sede e nel 31 il Papa Pio XI lo nomina cavaliere dell'ordine equestre del Santo Sepolcro, un'onorificenza che lo inorgoglisce e che lo spinge nel 48 a fare inviare dagli USA dai lettori dei suoi gior­nali milioni di lettere in Italia per non fare votare per il PCI. Generoso Pope muore per un infarto nel 1950, aveva soltan­to 59 anni, ma aveva scritto una storia leggendaria. Alla sua morte, la Fondazione alla quale aveva lasciato la sua eredità plurimiliardaria, entra in crisi per i contrasti fra i fratelli. Generoso, il più piccolo dei tre ed anche il preferito, viene escluso dall'eredità e si ritrova senza lavoro e senza soldi con la moglie incinta. A Washington diventa funzionario della CIA, ma rimane deluso dalla burocrazia dell'agenzia e nel 52 decide di emulare il padre, si fa prestare da una banca 25mila dollari ed acquista il settimanale The New York Enquirer, che è in difficoltà. A Gene non manca la voglia di lavorare né la tenacia. Da un ufficio "scarrupato" infestato dai topi comincia un'altra avventura straordinaria. Il setti­manale diventerà presto un tabloid di grande successo.

Il suo "National Enquirer" diventerà il settimanale più popolare d'America con oltre venti milioni di lettori. Nel 71 Gene tra­sferisce giornale e residenza a Lantana in Florida, accumu­lando nuovi successi e altri miliardi, che, sull'esempio del padre, non esita a impegnare in opere di beneficenza, soprat­tutto nel campo della medicina. Gene muore, anche lui d'in­farto, nel 1988, a 61 anni. Nel frattempo il figlio Paul David, che ha studiato anche presso la reale accademie d'ar­te drammatica di Londra, è già entrato nell'azienda, facendo esperienza nei diversi settori del giornale, ed oggi con suc­cesso è anche l'editore del giornale in lingua spagnola The Timer of the Americas. Ha costituito una propria società con interessi nel campo cinematografico e televisivo, producen­do fra l' altro il film "Manny & Lo." Ed il successo di Broadway "Reni". Cofinanziatore di importanti eventi della comunità italo – americana, fra cui la mostra "Gli italiani di New York, cinque secoli di lotta e di successi", è anche lui membro dell'esclusivo Columbus Club, impegnato, come il nonno ed il padre, in innumerevoli iniziative benefiche.

In occasione del suo "pellegrinaggio" in Italia, a Roma, l’ Associazione Internazionale Magna Grecia ha organizzato una splendida serata, patrocinata dalla provincia di Roma, in uno dei locali più panoramici della capitale, lo Zodiaco. Nel corso della serata il presidente dell'associazione Nino Foti ha consegnato a Paul David Pope il premio speciale "Magna Grecia", presenti fra gli altri il presidente emerito della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre, il vice ministro delle infrastrutture Mario Tassone, i sottosegretari Nicola Bono ai beni culturali, Antonio Guidi alla sanità ed Antonio Martu­sciello all'ambiente, il presidente della commissione per il lavoro della Regione Lazio Claudio Bucci, il presidente della provincia di Roma Silvano Moffa, il presidente del consiglio provinciale di Roma Alberto Pascucci, il presiden­te della Confragricoltura Augusto Bocchini ed il vice presi­dente del Banco di Sardegna Ivano Spalanzani.

Era presenta anche una larga rappresentanza statunitense, mons. George Cascelli direttore esecutivo apostolato italiano arcidiocesi di N. Y., Ms Maria Fosco Presidente lega italiana di assistenza sociale (Italian Welafare League), hon. Dominic R. Massaro giudice della corte suprema dello stato di N.Y., Ms Joan Migliori coordinatrice inter-scambi e prof. Joseph V. Scelsa vicepresidente per lo sviluppo di ricerca internazionale del John D. Calandra Italian American Institute Queens College /Cuny e gli scrittori Allan Zullo e Joel Engle.


di Renzo Mercuri