Fondazione Magna Grecia » Le Attività » Progetti » Progetto di legge n.2424 "Interventi per agevolare la libera imprenditorialità e per il sostegno del reddito"

Progetto di legge n.2424 "Interventi per agevolare la libera imprenditorialità e per il sostegno del reddito"





PALAZZO MONTECITORIO (ROMA)
Conferenza Stampa di presentazione della Proposta di legge n.2424 presentata da on. Nino Foti e altri ed elaborata dal Centro Studi della Fondazione Magna Grecia.

Coordina:
on. IRENE PIVETTI (giornalista, già Presidente della Camera dei Deputati)

Intervengono:
on. NINO FOTI (Primo firmatario, Capogruppo PDL in XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato, e Presidente Fondazione Magna Grecia);
on. SILVANO MOFFA (Presidente XI Commissione Lavoro Pubblico e Privato);
dr. IVANO SPALANZANI (Fondazione Magna Grecia);
avv. GIANFRANCO VERZARO (Fondazione Magna Grecia)

partecipano, inoltre, gli onorevoli:
ALDO DI BIAGIO, VINCENZO ANTONIO FONTANA, PAOLA PELINO, GIULIANO CAZZOLA, MARIO TASSONE, SANTO VERSACE, VINCENZO GAROFALO, SETTIMIO NIZZI, MARIO VALDUCCI, e tutti gli altri cofirmatari della proposta di legge n.2424


Intervento On. Nino Foti

La proposta di legge che presentiamo oggi, di cui sono primo firmatario, è una iniziativa che nasce dall’impegno di uno specifico gruppo di lavoro composto da qualificati esperti delle varie materie i quali sono accomunati dalla appartenenza alla nostra Fondazione Magna Grecia.

La Fondazione Magna Grecia è una organizzazione no profit a carattere internazionale che, con sede a Roma e a New York, opera in Italia e nel Mondo, con il fine di attrarre le migliori risorse culturali, sociali ed economiche del Paese per promuovere concretamente lo sviluppo del Sud.

Il Fondo Monetario Internazionale ha raccomandato l’adozione di misure di stimolo fiscale nei Paesi del G20 pari al 2% del PIL 2009 e 2010 per salvare 20 milioni di posti di lavoro.

Chiudendo i lavori del G8 LAVORO (dal titolo PEOPLE FIRST) il Presidente Berlusconi insieme al Ministro Sacconi hanno anticipato che a sostegno dei lavoratori e delle imprese è previsto un pacchetto di misure a partire dal sostegno fiscale per favorire lo start up di nuove imprese promosse da disoccupati.

Lo stesso Presidente del Consiglio dei Ministri, infatti, ha dichiarato che “il Governo sta pensando a incentivi per chi è colpito dalla perdita, speriamo temporanea, del posto di lavoro e volesse avviare un’impresa anche piccola”

Anche questo è stato lo stimolo a presentare la proposta di legge di cui parliamo oggi.

Da tutte le fonti, istituzionali e non, si prevede che, nonostante i recenti efficaci interventi legislativi da parte del Governo, il problema occupazionale del Paese si aggravi oltre ogni previsione, con ulteriore aumento dei cassaintegrati e dei lavoratori in mobilità che fruiscono di tutti gli ammortizzatori sociali.

Quanti di questi potranno ritornare nei loro posti di lavoro a crisi terminata?
Quanti dovranno invece trovare un'alternativa?
Quanti potranno trovarla nella legalità, senza rifugiarsi nel sommerso o nel lavoro nero?
Da qui la nostra proposta di legge.

Perché non imitare, seppure in diverse condizioni storiche ed economiche, quanto accaduto nei primi anni del dopoguerra, quando migliaia di impiegati ed operai furono espulsi dalle grandi fabbriche e si ingegnarono, trovando lavoro nell'auto imprenditorialità, nell'artigianato, nella piccola e piccolissima impresa, nella cooperazione?!

E, paradossalmente, grazie a questi licenziamenti, nacquero decina di migliaia di nuove attività produttive che hanno in gran parte contribuito allo sviluppo economico sociale ed occupazionale del nostro Paese.

Sessanta anni fa era più facile, dal punto di vista legislativo e fiscale, iniziare un attività in proprio.

Oggi è molto più complicato a causa di una miriade di leggi burocratiche, farraginose, spesso contraddittorie e di non facile comprensione.

Noi legislatori, specie in un sistema produttivo polverizzato come il nostro, non possiamo più alzare l'asticella della produzione legislativa, non possiamo continuare a produrre leggi, norme, a ripetizione, perché le imprese, le gente comune, non riesce più a seguire queste continue evoluzioni e non riesce più a rispettare le leggi dello Stato.

Credo che il Parlamento, da circa 20 anni a questa parte, abbia prodotto leggi per un sistema produttivo irreale, come se tutte le aziende avessero cinquecento, mille dipendenti o più, mentre la realtà è che il 98,2 per cento delle nostre aziende ha meno di 20 dipendenti e rappresenta il 60% della forza lavoro.

Perché allora, noi parlamentari, non proponiamo una legislazione semplice in campo fiscale, previdenziale, ambientale ed in materia di sicurezza del lavoro favorevole a far nascere questa nuova piccola imprenditorialità?

Il tutto per un tempo definito (18 mesi) e per un massimo di tre addetti per impresa.
Ciò per evitare che migliaia di impiegati e operai non incrementino il sommerso ed il lavoro nero evitando inoltre di creare evasione fiscale a monte, acquistando in nero, e a valle, vendendo in nero.

Perché non utilizzare una parte della cassa integrazione per investirla in una nuova attività produttiva?

Perché non creare le condizioni per dar loro la possibilità di lavorare nella legalità in modo da sottrarli al lavoro nero ed alla illegalità con la prospettiva invece di creare nuova imprenditorialità e diventare potenziali moltiplicatori di occupazione come già avvenuto negli anni 1950 e 60?

Per questi motivi abbiamo pensato ed elaborato la proposta di legge n. 2424, che mi vede come primo firmatario unitamente con altri centoquattordici colleghi deputati, che ringrazio.

In particolare i componenti della Commissione Lavoro ed i tanti soci fondatori della Fondazione Magna Grecia che vedo in platea.

(MOFFA, DI BIAGIO, VERSACE, FONTANA, PELINO,CAZZOLA, GAROFALO, NIZZI…)

Allegati